Di Lorenzo Franzetti

Una ragazza fuori dagli schemi: «Sono un’anticonformista, venuta su in una famiglia borghese». Attratta dalle sfide controcorrente: Caterina Gramaglia scopre il ciclismo dei pionieri ed entra nei panni di Annie Londonderry. Un simbolo dell’emancipazione femminile, con la sua battaglia a colpi di pedale, debutta a teatro, a Gaiole in Chianti, venerdì 4 ottobre, nel contesto dell’Eroica.

Caterina Gramaglia sta scoprendo un mondo, si ritrova a contatto con una passione, quella per le biciclette, che la sta entusiasmando: «Un mondo che conoscevo solo per i ricordi d’infanzia. Io sono cresciuta a Cecina, in provincia di Livorno, e lì il ciclismo è molto sentito: i ciclisti che passavano sull’Aurelia, anche in gara, restano un bel ricordo d’infanzia. Ora qui all’Eroica mi ritrovo di fronte a gente con un entusiasmo e una passione che ricorda proprio quella dei bambini: genuina, pura. schietta».

annie-londonderry

Annie Londonderry, la prima donna a fare il giro del mondo in bicicletta: nel 1894. Una sfida anche per i diritti delle donne

Da Cecina, Caterina ha “pedalato” facendo gavetta, inseguendo una carriera fino a Roma, la città in cui vive ora. La scoperta del ciclismo antico e di Annie Londonderry è una coincidenza: «L’amicizia e l’incontro con persone che fanno il mio stesso mestiere, come Gualtiero Burzi e Massimo Poggio, mi ha portato qui, a debuttare come pioniera della bicicletta, Annie Londonderry».

Una storia di fine Ottocento, un personaggio che si è confrontato con il pregiudizio, l’ignoranza e la discriminazione e ha vinto la sua corsa. Annie Londonderry, la prima donna a fare il giro del mondo in bicicletta, è un personaggio ancora attuale: «La sua storia è appassionante, parla di bici, ma anche di emancipazione, di diritti delle donne. In questo, è molto attuale. A me ha colpito molto il coraggio di questa donna. Mi sento vicina ad Annie nel mondo di pensare, nella determinazione, sì…».

Dal cinema alla tivù, dal cabaret al teatro. In questo periodo, Caterina Gramaglia è in tourné anche con Luca Zingaretti in uno spettacolo molto bello, dal titolo “Torre d’avorio”: «Anche in quel lavoro interpreto una donna di coraggio, la figlia di un ufficiale nazista coinvolto nell’attentato a Hitler. Molto diverso da Annie Londonderry, ma con qualche aspetto simile».

Anna Gramaglia in scena con Luca Zingaretti, in uno spettacolo dal titolo "La torre d'avorio" che sta riscuotendo molto interesse

Caterina Gramaglia in scena con Luca Zingaretti, in uno spettacolo dal titolo “La torre d’avorio” che sta riscuotendo molto interesse

La bicicletta, grazie ad Annie Londonderry, ritorna nella sua vita: «Ho tante bici, ma le uso poco. Vivo a Roma e non è semplicissimo andare in bici nella capitale…», ma il contatto diretto con il mondo delle due ruote le fa tornare la voglia di pedalare. E, quasi per caso, attratta da un personaggio meraviglioso come la pioniera del ciclismo femminile, si ritrova coinvolta nel progetto di Massimo Poggio, di riscoperta di personaggi eroici legati alla bicicletta. Bicicletta che sul palcoscenico, come sulle strade delle città, ci sale sempre più spesso: «Secondo me è un mezzo interessantissimo: è un oggetto scenico che ha molto fascino, che produce movimento, rumori, emozioni particolari. Il teatro è una forma di comunicazione e, in  fondo, anche la bicicletta ha una forte valenza comunicativa: è uno strumento anche di progresso, di ecologia, di un certo modo di vivere la vita».

Caterina e Annie, due donne con la stessa grinta: salgono sul palcoscenico e raccontano di come, in sella a una bicicletta si possa migliorare il mondo: imprese ciclistiche anche queste.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.