legnano bartali2di Gino Cervi 1908. Corso Genova, 9. Milano. L’imprenditore milanese Emilio Bozzi fonda la “Emilio Bozzi & C.”: produrrà biciclette sul modello delle aziende inglesi. Acquista a seguire negli marchi Perla e Frejus. Poi si mette in società con la Franco Tosi, celebrata ditta metalmeccanica di Legnano, città industriale sulla strada del Sempione. legnanoA metà anni Venti, la svolta: l’azienda cambia nome. Si chiamerà proprio Legnano e sul tubo piantone una placchetta ovale in ottone rappresenterà il simbolo dell’azienda: un trionfante Alberto da Giussano, con tanto di spadone sguainato. La Lega (Nord) è ben là da venire, come pure leghe (leggere): di acciaio duro e robusto è infatti il telaio, di ottima qualità la meccanica. Nasce il “mito Legnano” che diventa, grazie alla squadra corse, una corazzata del ciclismo agonistico. Nel 1925 scrittura un promettente imbianchino emigrato dal Varesotto in Francia, dove ha iniziato a correre e battere tutti. Si chiama Alfredo Binda: con la maglia Legnano il “trobettiere di Cittiglio” in poco più di dieci anni di carriera vincerà praticamente tutto (5 Giri d’Italia, 2 Milano-Sanremo, 4 Giri di Lombardia e 3 Campionati mondiali). A guidare i ramarri – sono così chiamati i corridori Legnano, per la maglia verde-oliva con le maniche rosse – c’è, e ci sarà per quarant’anni, Eberardo Pavesi, ex corridore, il mitico Avocatt in bicicletta raccontato da Gianni Brera nel romanzo Addio bicicletta!, forse la più bella storia mai scritta sul ciclismo. legnano bartali1Poi verranno Gino Bartali (3 Giri d’Italia, 2 Tour de France – anche se con la maglia della selezione italiana…), il giovane Fausto Coppi (Giro d’Italia del 1940 e record dell’ora nel 1942), fino ad arrivare a Ercole Baldini (campione del mondo 1958). Dal Sessanta in poi inizia il declino, anche se Maurizio Fondriest vincerà il mondiale 1988 in sella a una Legnano. Poi la Emilio Bozzi passa la mano e il marchio entra nel catalogo della Bianchi, l’azienda rivale di sempre. Ma è una connubio assau poco felice: Legnano praticamente scompare. Due anni fa, dopo una causa giudiziaria, gli eredi Bozzi tornano in possesso del marchio e da quest’anno lo cedono in licenza alla Cicli Esperia di Cavarzere, che dal 2013 ricomincia la produzione ed espone i primi modelli a Expobici di Padova in questi giorni. Per il momento superleggere, citybike e mtb. In attesa di vedere di nuovo scintillare il verde oliva sui telai, e… chissà:  magari ancora i ramarri in gruppo. Bentornata Legnano! 

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