Francesca Cosi e Alessandra Repossi sono autrici di libri di saggistica e di viaggio (hanno in preparazione una guida sulla ciclovia del Danubio da Vienna a Budapest); lavorano nel mondo editoriale anche come traduttrici; hanno un blog (questo) dove parlano di libri, traduzioni, scrittura. Vivono a Pistoia e, nella settimana dei Mondiali di ciclismo in Toscana, per cyclemagazine hanno scritto questo mini-reportage sulla loro città “a misura di ciclista”. [gc]

Pistoia. San Giovanni Fuorcivitas

Pistoia. San Giovanni Fuorcivitas

testo e foto di Francesca Cosi e Alessandra Repossi

Spostarsi a Pistoia in bicicletta è facile, perché con i suoi 90.000 abitanti la città ha dimensioni contenute, oltre a una vasta zona pedonale che si estende su gran parte dell’area dentro le mura quattrocentesche.

Così, nel pomeriggio, è normale vedere gli anziani che raggiungono in bicicletta il loro punto di ritrovo sul Globo (il cui nome ufficiale è “piazza Gavinana”), un crocevia del centro storico così chiamato dalla gente perché agli inizi del Novecento vi sorgeva l’elegante Hotel du Globe et de Londres, cui ha fatto seguito, in anni più recenti, Le Grand Café du Globe, con i tavolini all’aperto. Oggi il locale è chiuso, ma i pensionati si ritrovano ancora sulle panchine dell’adiacente via Bruno Buozzi, guardano i passanti (molti dei quali in bicicletta) e commentano le novità del giorno. Da questo punto di osservazione privilegiato capita di vedere anche qualche pistoiese che si sposta su una bici elettrica, mezzo che si sta diffondendo sempre di più, e non solo tra gli anziani.

 

A pochi passi dal Globo, ecco un altro punto nevralgico della città, punteggiato di negozi: la via degli Orafi, dove la folla si fende per lasciar passare i ciclisti diretti verso il Duomo. La piazza, che oltre al palazzo comunale ospita la cattedrale romanica di san Zeno e il battistero, con i loro marmi bianchi e neri, ha un’ampiezza quasi spropositata per una città di dimensioni contenute come Pistoia e fa venire voglia di correre da una parte all’altra, anche grazie alla totale assenza di auto. Così, nei pomeriggi di bel tempo, diventa un grande spazio dedicato ai bambini, che giocano a palla oppure prendono confidenza con la bicicletta, mentre i genitori chiacchierano e di tanto in tanto controllano che vada tutto bene. Il mercoledì e il sabato mattina, invece, piazza del Duomo diventa off limits per le biciclette, perché vi si svolge il mercato: in mezzo alle bancarelle e alla folla che vi si assiepa intorno diventa impossibile pedalare, e allora per attraversare la città è meglio scegliere percorsi diversi. Lo stesso vale nelle sere del Pistoia Blues, una grande manifestazione musicale che si svolge nella piazza ogni anno a luglio e che nel tempo ha visto la partecipazione di Chuck Berry, Frank Zappa, Pat Metheny, Carlos Santana, Lou Reed, Bob Dylan e David Bowie.

Piazza della Sala

Piazza della Sala

Lasciandosi alle spalle il Duomo, si torna in bici verso il Globo percorrendo via Cavour, dove sorge la chiesa romanica di San Giovanni Fuorcivitas, che porta questo nome perché all’epoca della fondazione longobarda si trovava fuori dalla prima cerchia di mura cittadine. Ed è proprio lì che vogliamo andare, nel cuore della città: il nucleo storico di Pistoia è un crocicchio di stradine che confluiscono in piazza della Sala, così chiamata dal nome del palazzo dell’amministrazione longobarda che vi sorgeva (Sala domini regis). Qui nel Medioevo spuntarono le botteghe, le osterie e il mercato delle cibarie che sono giunti fino ai giorni nostri e che contribuiscono a fare della Sala il luogo più frequentato della città. Alla sera, i numerosi locali tipici si riempiono di giovani che, in estate, si trattengono all’aperto fino a tarda ora, per poi tornare a casa pedalando.

La storica bottega di biciclette Riccardo Romoli, in via Palestro.

La storica bottega di biciclette Riccardo Romoli, in via Palestro.

Se nell’attraversare la città ci accorgiamo che la bici ha qualche difetto, non resta che portarla alla bottega di uno dei biciclettai storici, ad esempio in quella di Riccardo Romoli, fondata nel 1905 in via Palestro, oppure alla frequentatissima Ciclofficina di Casa in Piazzetta, situata nella centrale piazzetta santo Stefano. Qui Giulio, Piero, Federico, Linda e gli altri volontari e operatori dell’Associazione Arcobaleno mettono a disposizione un laboratorio in cui i ciclisti possono usufruire degli attrezzi professionali e ricevere pezzi di ricambio e ottimi consigli per le riparazioni, oppure possono far eseguire il lavoro in cambio di un’offerta. Quando poi la bici è proprio da buttar via, è possibile donarla alla Ciclofficina per farla rimettere in funzione: qualcun altro magari la vorrà comprare e Pistoia avrà conquistato un ciclista in più.

Una stazione del bike sharing Pistoia in Bici

Una stazione del bike sharing Pistoia in Bici

Per chi non ha la bicicletta, infine, il Comune di Pistoia offre il bike sharing “Pistoiainbici”, la seconda iniziativa di questo tipo in Italia, inaugurata nel 2004. I punti di prelievo delle bici si trovano ai quattro angoli della città: presso la stazione ferroviaria, in piazza San Francesco (comunemente detta “piazza Mazzini”) e nei parcheggi Cellini e dello stadio. La card per il noleggio, disponibile presso l’agenzia Copit della stazione oppure da Pistoiainforma in piazza Duomo, costa 15 euro (di cui 10 di cauzione che vengono restituiti alla fine) e viene consegnata insieme a un lucchetto per chiudere la bici: a questo punto basta solo aver voglia di pedalare!

 

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