Un padiglione di Expobici, il salone della bicicletta di Padova

Un padiglione di Expobici, il salone della bicicletta di Padova

Di Lorenzo Franzetti

Padova capitale. Centro d’Italia, quella che pedala: statistiche, numeri, chilometri di piste ciclabili non c’entrano. Padova, capitale morale di un’Italia che fa girar le ruote e le produce: la bicicletta, simbolo di un’Italia da liberare. Dal traffico e dal pessimismo. «La bici infonde ottimismo, è vero. La crisi c’è nell’economia italiana e, naturalmente, anche in questo settore. Ma tra le aziende delle due ruote, il clima è diverso, favorevole. Nonostante tutto». Paolo Coin si è inventato una fiera nel cuore della capitale. Capitale della bici. In pochi anni, Expobici Padova, è diventato il salone di riferimento dell’industria italiana del pedale. All’ombra di Sant’Antonio. In tre giorni di fiera più di 55.000 visitatori: una folla di appassionati col mal di piedi, per il gran camminare tra gli stand. Mal di piedi e bocca aperta, come bambini in pasticceria: cicloinnamorati davanti ai sogni proibiti o possibili. In carbonio o con il motorino elettrico. Centocinquanta aziende, cinquecento espositori, un’economia che resiste al ciclone asiatico: resiste, nonostante la crisi, che quest’anno segnerà un calo delle vendite (almeno l’8%).

Paolo Coin, direttore di Padova fiere

Paolo Coin, direttore di Padova fiere

Eppure, la bici, tra i padiglioni di Padova, non vede tutto nero. Anzi, il direttore della Fiera, Paolo Coin, vede il bicchiere mezzo pieno, anche di più… «La bici è di moda ed è sempre più simbolo di benessere. Un cambio di mentalità totale, negli italiani, in pochi anni. Fino a qualche tempo fa, il mezzo a pedali era considerata la scelta obbligata degli “sfigati”. Per i bambini era un sogno che presto si trasformava quasi in condanna: nell’attesa di quei fatidici 14 anni per comprarsi un motorino. O aspettando di diventare maggiorenni per poter guidare l’auto…». Oggi, l’auto non sono più molti a potersela permettere, a 18 anni: e … i ragazzi stanno smettendo di sognarla… «Una bella bici, oggi, è un oggetto che fa molto appeal tra i giovani. Il mito di arrivare in centro con l’auto e “cuccare” le ragazze vacilla, per vari motivi. E oggi la bici è qualcosa di desiderato, di moda. La bici è cool».

Anche a Padova la bici è cool. Centro di un’area che rappresenta il 70% della produzione ciclistica in Italia. Nonostante la crisi e qualche dramma, come si è letto nei giorni precedenti la fiera. Padova, Treviso, Vicenza: gente che pedala e lavora. Centinaia di officine, fabbriche e fabbrichette, mani sporche di grasso, calli sulle dita a furia di tirar la lima. La bici e la sua economia, nella capitale e dintorni. Con quella fiera, che simbolicamente, rappresenta il primato.

 

Cambia la storia, cambia l’economia, cambia la capitale

Prima era Milano: tutto a Milano, la fiera e il cuore della produzione. La bici italica è nata all’ombra della Madunina, contadini finiti in fabbrica. Le grandi marche e il progresso, il mezzo a pedali simbolo quasi rivoluzionario. Dalla Bianchi all’Atala, dall’Umberto Dei, alla Gloria, alla Legnano. Operai, saldatori, fresatori, giovani garzoni in fabbrica, tutti a imparare un lavoro, che poi è divantato un’arte, quando quei garzoni si sono trasformati in artigiani artisti, nel Dopoguerra, ed è venuta su una scuola. Di telaisti, di ciclisti lombardi.

padova1Padova, invece, è il simbolo del Veneto che è uscito dalla miseria ed è diventato ricco: e oggi pedala non più per miseria, ma per piacere. Con orgoglio, la domenica. Padova e la sua fiera, una capitale nell’era della bici simbolo di qualità della vita, emblema di chi vuol cambiare in meglio le città, l’Italia intera.

Un paese migliore, in bici: partendo dalle piccole cose

Anche Paolo Coin è un ciclista, come quasi tutti i padovani. Per cambiar l’Italia ci vuole pazienza, ma si può cominciare da piccole cose, dagli atteggiamenti personali, dice lui: «Io sono un ciclista un po’ indisciplinato, come tanti, ma molto appassionato. Come molti veneti.Noi ciclisti non siamo santi, gli automobilisti sono indisciplinati e s’arrabbiano spesso e male. Ma un’automobilista potrebbe essere anche un ciclista. Ci vorrebbe più tolleranza reciproca». O semplicemente buona educazione reciproca.

Non è polemica, ma un punto di partenza: «Padova è il laboratorio ideale per lo sviluppo della bicicletta in Italia, dall’uso quotidiano a quello sportivo. Con anche problemi da risolvere». Furti e sicurezza in primis.

EBC13_2La bici e l’economia, nonostante la crisi… «Qui trovi gente con la voglia di fare, il mondo della bici ha ancora voglia di crederci». A Padova l’aria è più leggera. Bisogna credere in un paese migliore: non parole banali, ma pensieri importanti

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