Di luoghi belli al mondo ce ne sono tanti e Firenze è certamente uno di questi. Ma di luoghi belli dove pedalare immersi nella storia e nella cultura, beh, allora Firenze è decisamente uno dei pochi. Chi si è trovato a passeggiare per le vie del centro storico in questi giorni avrà certamente notato tanti turisti come al solito. I Giapponesi intenti a fotografare tutto ciò che gli passa a due centimetri di distanza così come gli americani con le loro mise inconfondibili – un po’ come per gli italiani all’estero che eli riconosci lontano un kilometro. Alcuni ignari che avrebbero trovato qualche disagio nell’attraversare le vie del centro. Molti altri, invece, piacevolmente sorpresi di trovarsi immersi in una giornata di festa e di sport. Ed anche noi di cycle! non abbiamo resistito al richiamo di un evento unico nel suo genere. Un campionato del mondo ospitato nel centro storico di una delle più belle città d’arte del mondo. Se non addirittura la più bella.

Foto di Alberto Sarrantonio

Foto di Alberto Sarrantonio

Nei primi giorni di gare abbiamo camminato lungo il tratto cittadino più centrale del percorso dei mondiali come in una corsa a tappe, raggiungendo via via i punti di attrazione che hanno fatto e fanno di Firenze metà ambita dai turisti di tutto il mondo. Ecco, tappa per tappa, il nostro giro al seguito della carovana mondiale per le vie del centro di Firenze.

Via Tornabuoni – È la via delle boutique del lusso made in Italy, l’equivalente di via Condotti a Roma o via Montenapoleone a Milano. Inizia simbolicamente con la boutique Ferragamo all’altezza del ponte Santa Trinita sul lungarno per incrociare via della Vigna Nuova, l’altra via dello shopping griffato fiorentino, in prossimità della boutique Gucci, di fronte a Palazzo Strozzi. Lusso e bicicletta. Un binomio tutto sommato non improponibile se si considera che una specialissima come quelle che circolano i questi giorni per le strade di Firenze costa diverse migliaia di euro. Ed è bello vedere come moltissime vetrine siano state decorate con elementi di richiamo al mondo della bicicletta. Da Ferragamo, ad esempio, è e sposta una bici tutta placcata d’oro. Non abbiamo osato chiedere se fosse in vendita e a che prezzo…

Piazza della Repubblica – È da sempre il centro della città, sin dall’epoca del primo insediamento romano, laddove si incontravano il decumano ed il cardo. Dopo secoli di degrado, la piazza fu completamente restaurata durante gli anni di Firenze Capitale, come recita la frase “l’antico centro della città da secolare squallore a vita nuova restituito” impressa sulla volta dell’Arcone, l’arco di trionfo che sovrasta la piazza. Oggi è luogo di incontro per i fiorentini anche per via della presenza di alcuni tra i più famosi caffè letterari che hanno da sempre ospitato gli intellettuali della città: il Giubbe Rosse, Gilli e Paszkwoski. Insomma, il salotto buono della città. Un luogo adatto per un bel cycle! caffe. Chissà… Forse un giorno?

Foto di Alberto Sarrantonio

Foto di Alberto Sarrantonio

Piazza del Duomo – Non ha certo bisogno di presentazioni con tre dei “landmarks” più famosi della città quali il Battistero di San Giovanni, il campanile ma soprattutto la cupola del Brunelleschi, che dall’alto della sua rotonda maestosità rimette tutto in prospettiva e fa apparire i ciclisti piccoli piccoli e quasi timorosi di fronte ad un luogo che da sempre è sinonimo di arte e storia. In più momenti abbiamo avuto una forte esitazione se ammirare la magnificente architettura tutt’intorno a noi o se incitare i corridori al loro passaggio. Fortunatamente le gare a cronometro concedono attimi di respiro tra un passaggio e l’altro e quindi siamo riusciti a non farci mancare proprio niente.

Santa Croce – Il percorso non poteva non passare da qui, splendida piazza che fa da cornice all’omonima basilica, luogo di sepoltura di personaggi illustri quali Galileo, Machiavelli, Michelangelo. La piazza è inoltre la sede abituale delle partite del “calcio storico”, altrimenti detto “calcio in costume” che per i fiorentini è l’antesignano del pallone moderno. Uno spettacolo sicuramente da vedere anche per apprezzare fino in fondo quel carattere di “animosità” ed amore per il proprio campanile tipica del fiorentino. Dimenticavamo. Anche Dante, sommo padre della lingua italiana, avrebbe dovuto essere sepolto nella basilica di Santa Croce. Poi tutti sappiamo come è andata a finire per il “ghibellin fuggiasco”, esiliato dai suoi stessi concittadini. Unica traccia di lui, la statua che osserva con sguardo severo la piazza in tutta la sua ariosità. E ci piace pensare che anche Dante fosse lì insieme a noi ad ammirare con sguardo benevolo, una volta tanto, il passaggio dei corridori.

Il Ponte Vecchio – Ci sarebbe piaciuto poter vedere i corridori sfrecciare sui loro bolidi a 2 ruote sul selciato sottostante il Corridoio Vasariano, una delle principali, se non la principale, galleria di autoritratti del mondo. Unico ponte in città a non essere distrutto durante la ritirata nazista – forse l’unica decisione di cui si può “ringraziare” Hitler ed i suoi scagnozzi – è il grande assente di questa rassegna mondiale di Toscana 2013. Forse “rottamato”  –  come nella migliore tradizione della politica cittadina di questi ultimi anni – dagli organizzatori per raggiunti limiti d’età? A nostro avviso un’occasione persa per rendere questa kermesse mondiale ancora più affascinante.

Foto di Alberto Sarrantonio

Foto di Alberto Sarrantonio

Lo Stadio –  L’Artemio Franchi oltre a essere il tempio domenicale del fiorentino tifoso viola, è ancor prima un monumento nazionale e, in quanto tale, opera sotto la tutela delle Belle Arti. Chissà cosa direbbe oggi Pier Luigi Nervi, l’ingegnere che concepì questa meraviglia architettonica – non è cosa rara trovare giovani studenti di architettura intenti ad ammirare le scale elicoidali che si trovano lungo il viale dei Mille, proprio a due passi dall’arrivo – nel vedere la sua creatura circondata “sotto assedio” dalla carovana del ciclismo mondiale. Non lo sappiamo. Ciò che, invece sappiamo, è che ben altra cosa è invece l’assedio al quale lo stadio è sottoposto una domenica si ed una no, per non contare le partite di coppa, quando la Fiorentina gioca in casa. Elicotteri, cellulari delle forze dell’ordine, zona interamente off-limits. Ma di questo nessuno si  lamenta, né tantomeno quella stampa cittadina che tanto polverone ha alzato attorno ai disagi che il mondiale avrebbe portato alla città – senza peraltro dare giusto spazio ad aspetti quali il prestigio internazionale e la ricaduta economica. Ma siamo nel paese del dio Pallone, che ci piaccia o no. E quindi largo a chi la domenica non perde occasione per mettere a soqquadro la nostra città. Con buona pace di tutti. Tranne ovviamente la nostra. Che alla violenza e al degrado di chi si spaccia per tifoso e sportivo, preferiamo la festa e l’allegria che solo i ciclismo sa regalare. Ed agli scettici, consigliamo vivamente di fare due passi in giro per Firenze in questi giorni. Poi ne riparliamo.

Foto di Alberto Sarrantonio

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