"enfant en velo" foto d'autore di  Christian Naegely

“enfant en velo” foto d’autore di Christian Naegely

Ho trovato una bicicletta da regalare ai bimbi del primo piano, un maschietto e una bambina, di una famiglia povera: da loro, i soldi del “mese” finiscono già dopo i primi dieci giorni.
La biciclettina è qui in attesa di incontrare i suoi nuovi proprietari che continuamente si contendono l’unica bicicletta della casa: non litigano veramente, sembrano innamorati. Soprattutto lei, che quando il fratellino si allontana piange, grida disperata come la moglie del pescatore che parte col mare grosso e che teme di non rivedere mai più. Si aggrappa alla ringhiera, piange e tutto il resto è strazio.
Sono i figli che non ho avuto e che saranno miei per il breve attimo in cui consegnerò loro questa piccola bicicletta, il regalo più desiderato di sempre da ogni bambino.
Ieri notte vedendola in corridoio, mi è tornato alla mente tutto quello che la bicicletta rappresentava per me, quando ero cucciolo. Ha segnato la mia vita, ha determinato le scelte più importanti: e quando sono cresciuto, non ho mai preso la patente per non tradirla. Al mare ci andavo in bicicletta, nove ore in sella, a diciassette anni, per arrivare in una “fottuta” spiaggia in Liguria. Dodici ore per tornare, perchè il rientro è sempre più lento.
La mia era una famiglia povera, umiliata dalla sua stessa ignoranza: e così, i servizi sociali affidarono noi bimbi a una famiglia benestante. Avevo la mia bicicletta in una villetta sul lago Maggiore e un giorno mia madre venne a riprendermi per portarci in un sottotetto senza luce e acqua, a due passi dalla Mole Antonelliana a Torino.
Quelle bicicletta non me la sono portata via e ho passato la vita a rivolerne una, a rivolere quella bicicletta appoggiata sulle rive del lago, in compagnia di genitori adottivi che in pochi mesi mi avevano fatto incontrare, per la prima volta, la gentilezza. E rivedendo, ora, una piccola bici in attesa di un bimbo è come se, dopo anni di distanza, fossi riuscito a regalarla a quel cucciolo che ero.

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