Iltjan Nika, 18 anni, con la storica medaglia di bronzo conquistata al Mondiale Juniores, alle spalle dell'olandese Van der Poel e del danese Mads Pedersen

Iltjan Nika, 18 anni, con la storica medaglia di bronzo conquistata al Mondiale Juniores, alle spalle dell’olandese Van der Poel e del danese Mads Pedersen

Di Lorenzo Franzetti da Firenze

Iltjan Nika, a 18 anni, vive il suo giorno da eroe nazionale: eroe dell’Albania. Un ragazzino di Manciano, con l’accento pisano, ha fatto commuovere tutta Tirana e dintorni conquistando la medaglia di bronzo al Campionato del mondo su strada. Una gran bella volata, per arrivare lassù, al sogno del podio. Orgoglio, emozioni, lacrime agli occhi di un’intera comunità, anche in Toscana: mai, prima di oggi, un albanese ha mai vinto una medaglia in un appuntamento internazionale, nel ciclismo. La storia l’ha scritta un ragazzo che, fino a qualche anno fa, sognava di diventare un calciatore: «E poi, un po’ per caso, un giorno, mi fecero provare una bicicletta da corsa. A Manciano. Un caso, una prova nata dal nulla: e mi è sbocciata la passione subito. Per questo sport che non conoscevo, il ciclismo».

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Foto di Guido P. Rubino

Nika e il compagno di squadra Kophti

Nika e il compagno di squadra Kophti

«La passione nasce dal nulla», sottolinea l’amico e compagno di squadra Ridjion Kophti, 17 anni, che va in bici da quattro stagioni. L’Italia del ciclismo soffre, fatica a tenere il passo dei migliori. Eccolo, il nuovo vivaio italiano: una generazione di migranti e figli di migranti, che emerge un po’ in tutte le discipline. È un pezzetto di storia d’Italia, anche questa: albanesi, marocchini, ucraini, bielorussi, tunisini. Il vivaio del nostro ciclismo è strapieno di migranti.

Iltjan Nika sorride e abbraccia il papà, lacrime agli occhi per entrambi: un piccolo campione del pedale e un papà boscaiolo, in provincia di Pisa. Arrivati in Italia con la voglia di cambiare il proprio destino: era un cucciolo, Iltjan, quando è sbarcato in Italia dal nulla, da un paese in miseria. «Ora, però, non è tutto negativo: quando si parla di Albania, oggi, c’è anche un motivo d’orgoglio. Un momento meraviglioso», commenta una ragazza del seguito, emozionata.

La Nazionale albanese è nata a Monte Pisano, grazie alla buona volontà di due appassionati che, da una vita, mettono i ragazzini in bicicletta: Roberto e Francesco Frassi,padre e figlio, stessa passione. «Una squadra messa su un mese fa, con l’aiuto di sponsor italiani».

Il nuovo vivaio italiano parla mille lingue e una sola passione: Iltjan Nika ha fatto accendere le tivù di tutta l’Albania, ma parla toscano. Sventolano le bandiere rosse con l’aquila, sotto il traguardo del Mondiale, si urla e si piange di gioia. L’Albania ha meno di 100 tesserati, ma il ciclismo ha gettato il suo seme sul terreno fertile: il primo frutto ha un sorriso grande così.

Nika con Roberto e Francesco Frassi, del Monte Pisano

Nika con Roberto e Francesco Frassi, del Monte Pisano

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