13-Ciclosofia

Pedalare non è solo un’esibizione fisica, un allenamento muscolare, una prova di forza!

Pedalare è un motore invisibile con il quale, dopo avere scelto il senso di marcia, abbiamo anche dato un senso al buon senso!

Partendo dalle spalle, passando dalle braccia, scendendo giù, dal torace sino ad arrivare alle gambe, questo moto, che può risultare persino perpetuo, accarezza e corteggia le infinite sensibilità del nostro essere “umano” e ci comunica che niente è meglio di una “buona azione”, azione che nel pedalare diventa mitezza, ragione, raziocinio, pensiero, senno, dunque buon senso, consapevolezza che l’esistenza è un susseguirsi di avvenimenti in continuo movimento e che il movimento ha, in una delle sue infinite metafore, il valore che si da ad una direzione, quindi ad una coscienza del “vivere!”

In questa ipnosi rotatoria, l’intelligenza e la leggerezza svolgono lo stesso ruolo di due ruote di una bicicletta che, pur non incontrandosi mai, fanno insieme lo stesso viaggio, nello stesso senso, alla stessa velocità…

Pedalare non è solo un gesto meccanico o un automatismo del corpo, ma anche e soprattutto un’intuizione filosofica, un’attività intellettuale che mira a elaborare  una concezione complessiva tra l’uomo ed il suo mondo, tra mobilità e staticità, tra dinamicità ed immobilità ed il risultato di questa alchimia è una mulinante sensazione di autodeterminazione, di libero arbitrio, di libertà che, dopo avere scelto il senso di marcia, nel quale ciascuno di noi andrà con la propria bicicletta, diventa il senso di un finalmente ritrovato buon senso esistenziale!

 

“Ciclosofia” – opera di Roberto Sironi – acrilico su tavola di legno – 20 x 60

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