Rossella Ratto, medaglia di bronzo, prima soddisfazione per l'Italia

Rossella Ratto, medaglia di bronzo, prima soddisfazione per l’Italia

Di Lorenzo Franzetti – Foto di Guido P. Rubino e Lorenzo Franzetti

Il sabato delle donne ha un sapore particolare: se guardi loro, Firenze è ancora più bella. Per chi continua a vedere la bicicletta dal solito punto di vista maschilista e noioso, l’elemento femminile è solo un contorno. Se cambi prospettiva, se lo sguardo è più aperto, allora scopri che le donne sono il motore di una giornata davvero speciale.

donne3

Il ciclismo è un sogno anche per questa ragazza della Costa Rica

donne4

La prima volta della Giordania al Mondiale femminile

Samah Khaled non aveva mai visto Marianne Vos da vicino e l’idea di trovarsela accanto, alla partenza del Mondiale, non l’ha fatta dormire per tutta la notte: un sogno che si avvera per una ciclista della Giordania. Sogni o illusioni, ma sempre e comunque emozioni meravigliose, come quelle che ha vissuto Edith Guillen, graziosa atleta arrivata da pochi giorni dalla Costa Rica; «Firenze, sei meravigliosa», pensa tra sé. Ma non ha il coraggio di guardarla troppo, questa città, perché vorrebbe onorare al meglio la sua grande occasione, il suo primo Campionato del mondo e il suo primo viaggio in Italia. Allo stesso modo, la messicana Ana Teresa Casa Bonilla: suo padre fu un corridore professionista, con scarsa fortuna fuori dal Messico. Lei vorrebbe far meglio, prolungare una strada tracciata da una famiglia di ciclisti, ma il suo Mondiale è finito presto: «Troppo duro, Marianne troppo forte». E guarda da dietro le transenne l’ennesimo trionfo della stella del ciclismo femminile. Ammirata, estasiata: «Non sarò mai forte come lei». Stesso pensiero espresso a bocca aperta da Enkhjargal Tuvshinjargal, arrivata fin qui dalla Mongolia: dalle steppe alla dolce Toscana, per portarsi a casa ricordi che le rimarranno per sempre.

La giornata delle donne è di colore arancione, è una festa olandese, attorno alla quale si muove un mondo al femminile: in sala stampa, Christine Kapp scrive e firma l’ennesima cronaca, dopo più di trent’anni di giornalismo. Un’istituzione del giornalismo tedesco, iniziò a Goodwood, nel Mondiale del 1982: «Scrivevo per il quotidiano Radsport, ma allora ero una debuttante. Mi facevano raccogliere gli ordini d’arrivo e poco altro». Ora Christine è il capo ufficio stampa della nazionale tedesca, cronista di grande esperienza, che s’inchina al trionfo di Marianne Vos e si rassegna a una debacle della Germania: «Non sempre va bene, a volte va male. L’emozione più grande, da giornalista, rimane il trionfo di Judith Arndt al Mondiale a cronometro».

Dalla Mongolia a Firenze, due mondi, una sola passione per la bicicletta

Dalla Mongolia a Firenze, due mondi, una sola passione per la bicicletta

La giornata delle donne è anche l’emozione delle miss, Alessia, Martina, Federica, Greta, tutte bellezze “made in Toscana”. E il loro pensiero è unanime: «Per una donna, vedere un’altra donna vincere nello sport è ancora più emozionante. Quasi commuovente: bellissima esperienza il Mondiale, soprattutto per queste sensazioni». Loro le più fotografate, la piccola Rossella Ratto, la più applaudita: un’italiana sul podio è un regalo a un’Italia che ama davvero il ciclismo. «Una giornata che non dimenticherò – dice l’azzurra, medaglia di bronzo-. Fin dal mattino sentivo la gente, tanta gente a bordo strada, gridare il mio nome. Non mi era mai capitato così: doveva essere un giorno speciale».

Un giorno speciale anche per il caporale Chiara Pizzo, che nell’esercito si tiene in forma pedalando anche in mountainbike: «Ma il ciclismo su strada mi ha regalato una bella esperienza». A Firenze, la ragazza soldato porta il suo esempio a tanti giovani, ma al tempo stesso si appassiona all’esempio di tante ragazze come lei che gareggiano sulle strade fiorentine.

Pronostico scontato, ma con le donne non c’è mai niente di banale: Marianne Vos non è mai banale, è sempre quella che dice ai giovani: «Godetevi il ciclismo, è una cosa meravigliosa». E l’ha scoperto anche Simona, la graziosa interprete della sala stampa: fino a pochi giorni fa, aveva tradotto soltanto calciatori. Ora si è fatta un’idea del ciclismo: «Uno sport pulito, genuino. Fatto da brava gente».

Marianne Vos, ennesimo trionfo per lei

Marianne Vos, ennesimo trionfo per lei

Il sabato delle donne è fatto di mazzi di fiori e lacrime di mamme e papà davanti a una figlia che riceve una medaglia. E mentre il sole tramonta, Chiara trasmette il suo pezzo alla tivù, mentre altre dieci, cento e altre mille donne tengono accesa Firenze, città che mal sopportava il ciclismo: ora, però, cambiando il punto di vista, finalmente se ne innamora.

GPR_9916

Rossella Ratto, vent’anni e un grande futuro davanti a sé

Il caporale Chiara Pizzo, in servizio al Mondiale

Il caporale Chiara Pizzo, in servizio al Mondiale

Simona Trezza, l'interprete della sala stampa

Simona Trezza, l’interprete della sala stampa

Christine Kapp, cronista tedesca, e capo ufficio stampa della nazionale della Germania

Christine Kapp, cronista tedesca, e capo ufficio stampa della nazionale della Germania

Chiara Lavarello, inviata di Sky

Chiara Lavarello, inviata di Sky

Martina, da Empoli, al palco iridato: è una delle miss del Mondiale fiorentino

Martina, da Empoli, al palco iridato: è una delle miss del Mondiale fiorentino

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.