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Di Lorenzo Franzetti

Provaci ancora, Graeme! Il vento l’ha respinto, gioca con lui, si prende beffe dei sogni, ma Graeme Obree è il più ostinato realizzatore di sogni che si sia mai visto in questo mondo del pedale. Lo scozzese volante vive per giocare con il proprio limite: spostalo ancora più in là, Graeme, non smettere di credere nei sogni! L’uomo e il limite: il mondo ha avuto spesso dubbi su di lui, il mondo razionale s’intende: il mondo razionale non può credergli. Anzi, non gli ha mai creduto. Graeme se ne infischia di quel che pensa il mondo, è abituato alle sfide impossibili. Obree e il limite, ecco l’Icaro dei nostri giorni: un Icaro ciclista.

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Graeme Obree con la sua prima invenzione, nel 1993

Graeme Obree con la sua prima invenzione, nel 1993

Nel deserto del Nevada, Obree voleva stabilire il nuovo record mondiale con un mezzo a propulsione umana: il limite da superare è di 82,8 miglia orarie, ovvero poco più di 130 chilometri orari. Come ai vecchi tempi, il mezzo l’ha costruito lui, in cucina. L’ha chiamato The Beastie, praticamente una bestia, in kevlar e fibra di vetro. Graeme e il suo animale meccanico vivono in simbiosi da un paio d’anni: lo “scozzese volante” lavora per migliorarla ogni giorno. Ma il record, il limite quasi impossibile è ancora lontano: in Nevada, Obree ha trovato due nemici, il vento e l’età. Ha da poco compiuto 48 anni, il mondo razionale se la ride: lui, invece, si ostina. E poi c’è il vento, quello che durante il suo primo tentativo, l’altro giorno, l’ha disarcionato: The Beastie si è piegata di lato e si è in parte danneggiata. Non abbastanza per arrendersi. Tuttavia, Obree è ancora lontano da quel record: Non so se riuscirò mai a batterlo, probabilmente è davvero impossibile. Vorrà dire che mi concentrerò sul record britannico che è di 67,4 miglia orarie (102 km/h).

Appuntamento nel deserto, con Obree e The Beastie: dopo i primi test all’aeroporto di Machrihanish, in Scozia, il viaggio è cominciato. Tanta strada da percorrere, dalla una cucina di Saltcoats, il suo paesino sulla costa occidentale, non lontano da Glasgow fino a Battle Mountain, nel Nevada, dove si tiene il World Human Powered Speed Challenge. Il detentore del record mondiale è un canadese: si chiama Sam Whittingham stabilì il primato nel 2009. La stella, ovvero l’uomo dei sogni è, però, Graeme Obree.

DESIGN_WIDE-13Negli anni Novanta s’inventò pistard, sempre per sfidare la ragione e la fisica: sempre per dimostrare di essere l’Icaro a pedali. Dalla sua cucina, sì, con pezzi di lavatrice e tanta follia s’inventò una bici strampalata, o qualcosa di simile: il mezzo perfetto per cominciare la sfida, uscire da Saltcoats ed entrare nei velodromi di tutto il mondo. Fino a superare il record dell’ora di Francesco Moser: 51,593 chilometri orari, percorsi sulla pista di Hamar, in Norvegia. Il sogno impossibile sembrava vero: sfidare ogni logica, ai limite della fisica. Con un avversario in più: il britannico Chris Boardman. Obree e Boardmanne un incredibile testa a testa, alla metà degli anni Novanta, a giocare con i limiti, a stupire e alimentare dubbi. Fino al giorno in cui, la sciagurata gestione politica di Hein Verbruggen riuscì ad azzerare i loro sogni: dal 1996, infatti, il record dell’ora è tornato all’antico. Con una decisione assurda, decidendo in modo unilaterale cosa sia e cosa non sia una bicicletta: quella di Eddy Merckx andava bene, quella di Moser e Obree no. Annullando la sfida tecnologica, l’Unione Ciclistica Internazionale, in quel 1996, riportò il Record dell’ora all’antico: ma da quel giorno, quel primato non interessa più a nessuno, poiché le aziende, i costruttori, gli ingegneri non hanno più voce in capitolo, o quasi.

Obree oggi con The Beastie

Obree oggi con The Beastie

Graeme Obree rincorre il suo limite ugualmente, non è un politico incravattato a decidere cosa e come sia lecito sognare: il record dell’ora lo stabilì per due volte, con un esaltante testa a testa (negli anni Novanta) con Chris Boardman.

Poi, però, lo scozzese sparì: e si ritrovò nella sua cucina di Saltcoats, a tu per tu con l’incapacità di andare oltre. La depressione e altri problemi personali lo stavano spegnendo, con le ali tarpate. Obree, come un uccello in gabbia, sembrava destinato a far la fine di un canarino. Ora, però, è arrivata The Beastie: la cucina di Obree è tornata a sfornare invenzioni. Lo scozzese volante è ripartito: con la sua follia e quella sfida a ogni limite. Il record di Whittingham, probabilmente, non lo batterà: ma giocando col vento, dalla Scozia al Nevada, qualcosa di nuovo s’inventerà.

La cucina di Obree, l'officina delle idee più incredibili

La cucina di Obree, l’officina delle idee più incredibili

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