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È un avvicinamento a due velocità quello di Firenze alla novantunesima edizione dei mondiali di ciclismo su strada. Passeggiando per le vie del centro storico è impossibile non rendersi conto di come la bicicletta stia per diventare la regina assoluta della vita cittadina.

C’è atmosfera di festa. A partire dal mega banner di benvenuto ai mondiali appeso nella centralissima Piazza della Repubblica, che simbolicamente è il cuore della città fin dall’epoca romana, alle tante boutique che hanno voluto omaggiare l’evento allestendo le proprie vetrine con un qualche rimando al ciclismo e alla bicicletta più in generale. Per non parlare delle numerose iniziative quali ritrovi per ciclisti vintage o pedalate notturne in giro per la città per tutti, famiglie in primis. Anche la Firenze che vive di cultura si è organizzate per dare spazio ad iniziative varie che ruotano intorno alle due ruote a pedale: presentazioni di libri, mostre fotografiche e di arti visive in generale. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Ma per una Firenze che si avvicina alla settimana arcobaleno con le macchine “avanti tutta”, c’è una Firenze che resta diffidente, se non addirittura ostile all’arrivo della carovana mondiale. Indubbiamente per i cittadini che vivono in prossimità del circuito dei mondiali, la settimana dal 22 al 29 non sarà come tutte le altre. Disagi alla circolazione certo non mancheranno. Nonostante la preventiva e tempestiva opera di informazione da parte del Comune, per informare con orari ed altri dettagli utili tutti coloro i quali abitano nelle zone che saranno interessate da chiusure delle strade, è evidente che ai fiorentini venga chiesto un sacrificio non indifferente. Così come ai commercianti di alcune zone, quale ad esempio il Viale dei Mille dove verranno allestite le tribune permanenti in prossimità della zona d’arrivo.

Nella Firenze che non si interessa di ciclismo la tensione è palpabile. Provate ad entrare in un bar e troverete persone a commentare con una certa acredine la questione. “Ma pensa te se dovevano dare tutti questi milioni per quegli stronzi dei ciclisti” – commenta una signora di mezza età mentre sorseggia il suo cappuccino in compagnia di una sua amica. Ed aggiunge “Lo so bene io che lavoro nella sanità quanti tagli subiamo ogni anno. Se solo parte di quei soldi venissero destinati a cose utili”. Opinione in generale condivisibile, peccato che la nostra signora ometta di considerare una parte dell’equazione, ovvero l’indotto dei mondiali, che, stando ai dati diffusi dal Comune a suo tempo, comporterà una ricaduta economica prevista di 160 milioni di euro grazie ai 400 mila visitatori attesi in città. Per non parlare poi della riasfaltatura delle strade di cui anche la signora che lavora nella sanità sta sicuramente beneficiando. Anche se non lo dice.

In un clima, ed una città, che non ha mai avuto pudore delle proprie opinioni, il fiorentino in questo è maestro, ci duole dover notare come la stampa locale di certo non contribuisca a creare un clima cooperativo intorno all’evento, enfatizzando con toni eccessivamente drammatici la componente di disagio, che ripetiamo ci sarà. Nessuno lo nega. Ma come commentare certi titoli che parlano di città “blindata” così come il ricorso a riferimenti al tristemente noto “ground zero” per le zone del campo di Marte e delle Cure che saranno maggiormente interessate dal passaggio delle gare? “Per uscirne vivi” e “panico da barricati in casa” sono altre delle espressioni che rendono l’idea di come il confine tra il semplice resoconto dei fatti ed il terrorismo mediatico sia molto labile. Peraltro, in una giornata come l’8 settembre, data passata alla storia per un armistizio, leggere un articolo che utilizza così tante espressioni che rimandano a situazioni di conflitto ci ha lasciato alquanti perplessi.

I prossimi mondiali di ciclismo, rappresentano per Firenze, una città che – ricordiamolo – vive di turismo, un’occasione d’oro per continuare nell’opera di affermazione della propria immagine nel mondo. Certo che, se non ci crediamo noi “fiorentini” per primi, allora si va poco lontano. È una di quelle occasioni nelle quali occorre fare squadra e darsi mano l’un l’altro. Altrimenti ci si stacca sul cavalcavia delle Cure mentre le altre città concorrenti di Firenze sul circuito del turismo mondiale imboccano il viale dei Mille per giocarsi la vittoria allo sprint.

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