Nencini, il ciclista "simbolo" del Mugello

Nencini, il ciclista “simbolo” del Mugello

Il Mugello non ha certo bisogno di presentazioni. Ai più staranno venendo già in mente le tante imprese (sportive) di Valentino Rossi in sella alla sue moto nelle varie edizioni del Gran Premio d’Italia Moto GP che è ospitato dal circuito di Scarperia, città fucina della tradizione artigiana dei coltelli fatti a mano. Ma il Mugello, badate bene, non è soltanto due ruote a motori.

Nonostante la “concorrenza domestica” di altre località toscane blasonate come il Chianti, la Val d’Orcia e la Maremma, tanto per citarne alcune, questa vallata, che si estende a nord della città di Firenze fino ed oltre l’appenino tosco-romagnolo, è una delle mete più interessanti che la Toscana possa offrire. Il Mugello, cuore verde della Toscana, di quella Toscana operosa e consapevole delle proprie origini, è visceralmente, e giustamente, legato alle proprie tradizioni. E non ci riferiamo soltanto a quelle culinarie, con i sublimi tortelli ripieni di patate tipici di queste parti, ma anche e soprattutto alla cultura. Forse in molti non sanno che da queste parti, a Vespignano, nel comune di Vicchio, dove è ancora possibile visitare la sua casa natale, nacque Giotto, sommo pittore ed architetto. Mica uno qualsiasi.

Sempre a Vicchio, terra evidentemente feconda in termini di arte ed artisti, nacque Beato Angelico, il frate domenicano e celeberrimo pittore del primo rinascimento. Di Borgo San Lorenzo, invece, è la famiglia Chini, eclettici pittori e decoratori che hanno dato vita ad uno dei più significativi esempi di Liberty italiano con le loro ceramiche e vetrate dipinte.

Insomma, un “parterre de roi” più che invidiabile ma che non placa l’innata voglia di fare della gente del Mugello. Gente tosta, abituata alla fatica ed animata dal senso di conquista, così come lo era Gastone Nencini da Bilancino, laddove ora si trova l’omonimo lago artificiale realizzato verso la fine degli anni novanta. Il Leone del Mugello, vincitore del Giro d’Italia 1957 e del Tour de France 1960, è un altro alfiere dell’orgoglio mugellano, questa volta a pedali, con tutto il dovuto rispetto per gli illustri conterranei suoi predecessori in altre discipline.

E in una terra che a discapito della sua forte tradizione ciclistica verrà soltanto sfiorata dal percorso della prova su strada dei prossimi campionati del mondo (ahimé, un’occasione persa), non poteva mancare una proposta rivolta a chi ama pedalare immerso nella natura, lungo strade poco trafficate, all’ombra dei cipressi così come sotto il sole lungo i tornanti delle tante salite della zona.

Ascesa al passo della Futa

Ascesa al passo della Futa

Si chiama “Mugello In Bike” – per i puristi della lingua si tratta di una giustapposizione voluta di termini in Italiano ed Inglese e non di un errore di traduzione – ed è un distretto cicloturistico messo a punto dallo sforzo congiunto di tre realtà: l’Unione Montana dei Comuni del Mugello (già Comunità Montana), la UISP Ciclismo Provincia di Firenze e la ASD Ciclotour Mugello (gli organizzatori dell’omonima manifestazione). Il distretto, che tocca tutti i principali comuni del Mugello, si articola su sette itinerari di varie distanze e livelli di difficoltà tra cui nove salite e passi sia sul versante tosco-romagnolo sia su quello fiorentino, incluso il mitico Passo delle Futa dove si trova il monumento alla memoria di Nencini,

Lungo i percorsi sono stati installati ben tredici “totem” che consentono di registrare il passaggio con rilevazione dei tempi mediante la apposita card. Per i più ardimentosi, è possibile conseguire 2 brevetti: quello del Gran Tour (si ottiene registrando il proprio passaggio presso tutti i totem presenti lungo l’itinerario del Gran Tour in un tempo massimo di nove giorni) e quello dello Scalatore (si ottiene effettuando le salite dotate di totem e rilevando i propri tempi mediante la card). I possessori di card possono visualizzare la propria scheda personale con tempi e passaggi nell’area riservata del portale del distretto.

Una bella iniziativa che, grazie anche al supporto degli enti locali, ha saputo coinvolgere attorno a sé l’entusiasmo degli operatori del settore turistico-ricettivo con l’elaborazione di una carta di servizi ed un network di strutture convenzionate in grado di offrire pacchetti rivolti non soltanto ai cicloturisti ma anche alle loro famiglie ed accompagnatori per valorizzare un territorio che ha molto da offrire ai propri visitatori.

 

Info: www.mugelloinbike.it – www.mugellotoscana.it

Si ringrazia l’azienda Jollywear per la cortese collaborazione – www.jollywear.com

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