giradengo palmares

Certo, l’astuzia non può tutto. La saggezza di Negrini: «Quando uno è forte l’astuzia la tira fuori, perché ha una marcia in più degli altri, ma dopo due-trecento chilometri l’astuzia vale fino a un certo punto e se non c’è più la benzina la macchina si ferma eh…» Negrini se lo ricorda ancora Santino ragazzo che prova a incrociare la ruota con lui, con Cavanna e con Girardengo nelle corse di paese da cento lire. «Ho conosciuto Pollastro che avevo sedici-diciassette anni, a diciotto sono andato alle Olimpiadi. Lui era tanto amico di Cavanna, l’orbo di Novi». Sante aveva appena due anni più di Negrini. «Poi sono andato con Girardengo, mentre Pollastro era già allo sbando… Era un giovanotto normale, come noi. Eravamo tutta gente che si cercava di riuscire a far qualcosa».

https://www.youtube.com/watch?v=iy20c5mD_eI

All’inizio degli anni venti, nell’alessandrino si organizza una corsa per ogni festa in ogni paese: i ragazzi inforcano le bici dei genitori «per riuscire a far qualcosa» per guadagnare le poche lire in palio e mettersi alla prova in uno sport che, se riesce, dà la possibilità di metter su famiglia e conquistare un po’ benessere per una vecchiaia serena. Il paradiso è la vita normale, anche se quei giovanotti un po’ eroi, un po’ sbandati, hanno tutte le potenzialità per diventare o banditi o campioni.

Tratto da

Marco Ventura

Il Campione e il bandito. La vera storia di Costante Girardengo e Sante Pollastro

Il saggiatore tascabili

310 pagine

10 euro

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