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Di Lorenzo Franzetti (da Friedrichshafen)

Tony Lo, ormai un’icona dell’industria mondiale della bicicletta, pensa positivo. È nel suo carattere, ma dal suo punto di vista, ovvero da numero uno di Giant, il produttore leader mondiale del mercato (7 milioni di bici all’anno), è forse più facile. Accetta la battuta, il manager taiwanese, ma l’ottimismo è per merito della bicicletta, o meglio della «cycling culture», come lui stesso si premura di ripetere più volte.

tony2“Think positive, but think global”, chi dirige il primo marchio mondiale e coordina (essendo presidente dell’associazione di categoria), anche la lobby taiwanese dell’industria della bicicletta non può fermare i suoi orizzonti all’isoletta di Formosa e ai suoi laboriosi stabilimenti di Taichung. «La cultura della bicicletta, perché di cultura si tratta, è l’elemento chiave per cambiare la mentalità della gente, per cambiare lo stile di vita: concretamente, a cominciare dalle città».

Uno sguardo al mercato, certo, lo deve sempre dare: «Non è un momento felicissimo, soprattutto in Europa. La crisi economica tocca anche il nostro settore e poi, il mondo del ciclo è anche condizionabile da varianti anche meteorologiche: e in Europa, quest’anno, non abbiamo avuto nemmeno una buona stagione e un clima favorevoli per pedalare. Ma se guardo al mercato in generale, la tendenza è comunque buona».

Tony Lo, poi, torna a guardare avanti, ad ampliare la visione: «Oggi l’Europa è più sensibile alla cultura ciclistica e questo è molto importante perché può fare da traino a un cambiamento mondiale di mentalità». L’Asia che prima pedalava soltanto, è salita in auto, in nome di un benessere che, ora, ha bisogno di più qualità della vita: e si appresta a riscoprire la bici, come strumento per la qualità della vita. Trainata da quanto sta avvenendo, però, nelle città dell’Occidente: «Penso a Londra, per esempio: fino a dieci anni fa, lo constatavo di persona, viaggiando parecchio in Inghilterra, era una città nel caos, soffocata dal traffico. Oggi è molto cambiata, è straordinario vedere così tanti londinesi pedalare in città: la qualità della vita è indubbiamente cambiata. E questo grazia a scelte importanti, anche della politica, ovvero di chi deve favorire il cambiamento».

Il ruolo della politica, di chi amministra le città, è fondamentale, dunque. Londra apre la strada a un’alternativa possibile: Londra che pedala ha un peso maggiore rispetto ad altre città, perché Londra era la capitale del mondo, era un punto di riferimento anche in altri stati, le ex colonie: è un esempio che può davvero cambiare qualcosa a livello globale: «Una bella scommessa».

Il numero uno dell’industria della bici, però, guarda anche in più direzioni: «La mobilità urbana è un elemento importante, ma attenzione anche a una crescita enorme dell’immagine della bicicletta come strumento per il benessere psicofisico. Sport, fitness, salute: la bicicletta conquista fette di pubblico sempre più ampie, proprio perché è direttamente collegata allo “star bene”».

Il cambiamento, in chiave "ciclistica", della vita quotidiana a Londra, secondo Tony Lo, è un elemento "chiave" per favorire la mobilità ciclistica anche nel resto del mondo

Il cambiamento, in chiave “ciclistica”, della vita quotidiana a Londra, secondo Tony Lo, è un elemento “chiave” per favorire la mobilità ciclistica anche nel resto del mondo

Il mercato mondiale è oggi molto attento alla maggior diffusione dell'uso della bici tra le donne

Il mercato mondiale è oggi molto attento alla maggior diffusione dell’uso della bici tra le donne

Da grande manager, poi, Tony Lo offre anche uno spunto interessante per il mercato: «Le donne stanno diventando un’utenza molto importante. Il pubblico femminile è un bacino molto interessante per il mercato di oggi e, soprattutto, del futuro. Con biciclette e prodotti specifici. E le donne, che riscoprono la bici come strumento per la propria forma fisica, sono in grado di condizionare anche  le abitudini degli uomini».

Tony Lo, naturalmente, è poi abituato a ragionare a 360 gradi, perché Giant è sul mercato in modo globale, dal mondo dell’agonismo a quello del fuoristrada e al cicloturismo. Con grande attenzione anche al fenomeno “bici elettriche”: «Il mercato è cresciuto molto e crescerà. Quanto? Non è ancora ben chiaro, ma quest’anno, soprattutto in Europa, ci sarà probabilmente un calo, ma soprattutto dovuto alla crisi e alle stagioni non buone dal punto di vista climatico. Però anche la bici elettrica, vista come strumento per il tempo libero e per il benessere di ampie fasce di pubblico, è destinata a diventare una fetta importante del mercato».

Sfoglia cycle!, Tony Lo, e “riassapora” il piacere della carta, in questo mondo ormai multimediale della comunicazione. E risponde, col sorriso, a una domanda/provocazione: «cycle in cinese? Why not? Pensateci».

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