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Fino a Capo Nord, per un altro viaggio indimenticabile. Siamo di ritorno, eccoci, pronti a raccontarvi quello che abbiamo vissuto. Ecco, intanto, un breve filmato realizzato con la tecnica del timelapse che riassume il nostro viaggio in bici in Norvegia #scandibike in poco più di un minuto… il video, realizzato con la Action Camera Sony HDR-AS15 è in realtà l’unione di migliaia di fotografie scattate in sequenza lungo i fiordi norvegesi tra Geiranger e la Route 17, le principali mete toccate durante il viaggio. In attesa di sistemare le ore di video filmate, speriamo vi piaccia questo aperitivo… buona visione.
http://www.youtube.com/watch?v=JPK_ytZ6ET8
Il racconto di viaggio

IFQuest’anno il programma estivo prevedeva un viaggio in bici verso Nord… #scandibike si è trasformato, strada facendo, in #norvegiabike. Dopo alcune giornate di viaggio, abbiamo messo da parte le velleità di zigzagare tra i paesi scandinavi per zigzagare soltanto tra i fiordi della costa norvegese, consigliati anche da amici e parenti, ammaliati dal sole che non scende mai sulle montagne a picco sul mare.

Partiti da Oslo, il percorso si è costruito da solo, pedalata dopo pedalata… già nei primi giorni la rotta ha deviato verso ovest per raggiungere il fiordo patrimonio UNESCO di Geiranger, salendo oltre i 1400m dell’altopiano di Valdresfly, tra nevi e ghiacci che caratterizzavano ancora il paesaggio attorno a noi nonostante fosse già luglio. Abbiamo imparato presto a conoscere il clima norvegese: pioggia, freddo, nuvole cupe e grige ci hanno accolto concedendoci ben poche finestre azzurre.

IFSaliscendi senza fine, non un metro di pianura, boschi di conifere a perdita d’occhio, poco traffico e percorsi ciclabili ben segnalati ovunque… la Norvegia sembra essere il paradiso per i cicloviaggiatori ed infatti a decine ogni giorno incrociavano le nostre ruote lungo la mitica Route 17, la strada costiera che da Steinkjer, vicino a Trondheim, conduce verso nord ricavandosi un percorso tra montagne, fiordi e laghi. Sette traghetti, decine di gallerie e infinite colline, la cosidetta kystriksveien ci ha portato ad esplorare località come Torghatten, la montagna bucata, Lovund, l’isola delle pulcinelle di mare, Svartisen, il secondo ghiacciaio più grande di Norvegia. Peccato che pioggia, vento e temperature oscillanti tra i 7 e i 12 gradi ci abbiano logorato per un mese intero, senza concedere tregua se non in tre o quattro occasioni.

Bodø è la città dove termina la strada 17 ed oltre ad essere il capolinea della ferrovia, ben sopra il circolo polare artico, è anche la nostra meta. Ci fermiamo qui, le isole Loføten, Tromsø e capo nord possono attendere.

IFAbbiamo trascorso poco meno di un mese in Norvegia pedalando verso nord per circa 1800 km. Le montagne che si tuffano nel mare spesso e volentieri si sono celate dietro basse nubi dense di pioggia, ma nelle rare occasioni in cui abbiamo potuto godere del favore di Giove pluvio, i panorami che si sono svelati ci hanno fatto comprendere il perché questa terra sia tanto amata: vette innevate da cui scendono rigogliose cascate che serpeggiano tra boschi accesi d’un verde smeraldo, torrenti impetuosi, arcobaleni colorati ed immensi, lingue di ghiaccio che scivolano verso il basso, alci che pascolano a due passi dalla strada ed aquile di mare che si tuffano in acqua per catturare la loro preda.

La Natura la fa da padrona e decide se essere benevola o crudele, dolce o amara, aggressiva o docile e noi, piccoli ed insignificanti, siamo costretti ad inchinarci a lei ubbidendo alla sua volontà ed alle sue bizze.

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