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945761_658217877539519_8967008_nGran bella iniziativa quella ideata da Andrea Manusia, giornalista riminese, nonché blogger, appassionato cicloturista e cultore del territorio locale. Ha dapprima illustrato ad alcuni albergatori un progetto tanto nobile quanto ambizioso, proponendosi quale guida per escursioni in bicicletta. Poi, una volta guadagnatosi la loro fiducia e collaborazione è riuscito a radunare sotto l’egida di un progetto denominato Rimini Bike Hotels (www.riminibikehotels.com) una quindicina di prestigiosi alloggi nell’area a nord del capoluogo (da Rivabella a Torre Pedrera), con l’obiettivo di offrire ai loro clienti amanti delle due ruote alberghi convenzionati e da cui partire alla scoperta delle bellezze paesaggistiche della Romagna.
Slogan come “a misura di ciclista” e “fatica classica”, o ancora l’eloquente “il piacere di stare all’aria aperta”, offrono l’istantanea più veritiera dell’altra Rimini, quella che all’ozio della spiaggia sotto il solleone d’agosto e ai piaceri della vita notturna sa contrapporre levatacce ben ripagate, con l’intento di mulinare le gambe sulle strade d’allenamento di tanti campioni di passato e presente. Oppure varrà la pena organizzare l’uscita nel tardo pomeriggio, per stuzzicare l’appetito in vista della cena: bastano un paio d’ore su e giù per i colli dell’entroterra riminese per restarne sedotti e programmare già la pedalata del giorno seguente, alla scoperta di itinerari mai battuti prima. Altro aspetto: la bicicletta in compagnia, il piacere di lasciarsi condurre da chi già conosce strade e luoghi, inteso come sinonimo di aggregazione, è qualcosa di impagabile. Se fossimo sempre soli con chi potremmo condividere la nostra soddisfazione, che si tratti di percorsi su strada, off-road o per trekking bike?
1116014_664657873562186_1898734482_oL’offerta si sviluppa su più livelli sportivi: dal neofita della bici che indossa divisa e scarpette per la prima volta, agli amatori di tutte le età che si dilettano in lunghi giri da ”gran turismo”, fino agli agonisti che vogliono vivere la propria vacanza come training camp per preparare gare e Gran Fondo con allenamenti quotidiani. Anche i servizi sono su misura: deposito sicuro per la bici, noleggio e assistenza tecnica, numerosi percorsi in mezzo alla natura, ristorazione ad hoc, itinerari enogastronomici per cicloturisti e un ricco programma per gli accompagnatori. Da ogni lato lo si guardi il contesto è vincente.
Il turismo a due ruote della Romagna è in grande espansione, come lo sono la promozione degli enti preposti e delle amministrazioni locali. Il resto lo fanno la passione di Andrea e delle altre affidabili guide (alcune delle quali sono gli stessi proprietari degli hotel!), la cordialità e la disponibilità di chi ospita, tollerando talvolta che un cliente-ciclista possa sottoporre alla direzione le richieste più strane negli orari più inconsueti. Ma più in generale il successo viene dall’entusiasmo con cui ciascun componente recita la propria parte in questo progetto, giunto alla seconda stagione di svolgimento. E allora via verso la rocca di San Leo o il cippo di Carpegna, teatri degli abituali test in salita di Pantani in vista delle grandi corse a tappe. Oppure tour che si snodano per le colline della Valmarecchia (dal nome del fiume che scorre da Santarcangelo – il paese di Tonino Guerra – sino alla rocca di Verucchio, ai piedi della Repubblica di San Marino), delle “Felloniche” (con la salita della Ciocca tra Savignano e Sogliano al Rubicone, prima che il finale ricalchi quello della Nove Colli), senza per questo trascurare percorsi orgogliosamente dedicati al Pirata (con la splendida ma impegnativa erta di Montecodruzzo), ai Malatesta e al “rosso doc”, sua maestà il Sangiovese.
SAMSUNGSu tutto ciò, o almeno in parte, avrebbe dovuto intrattenere il bravo Manusia, invitato qualche giorno fa a Uno Mattina Estate sulle ali del successo di Rimini Bike Hotels e della recente esperienza vissuta dal giornalista al Tour de France, quale accompagnatore su due ruote di turisti australiani richiamati dal fascino della Grand Boucle. Cinque soli minuti da condividere però con una sexy blogger chiamata a sua volta a divulgare la propria esperienza di comunicazione nel medesimo arco di tempo, sono uno spazio infinitamente piccolo per raccontare a sazietà del piacere di percorrere su e giù l’entroterra riminese sui pedali. In ogni caso una comparsata su Raiuno è meglio di niente e chi ha potuto cogliere avrà senz’altro colto. Per tutti gli altri ci sono gli sterminati confini del passaparola, ancor prima del web. (GP Grossi)

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