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scott“Radkultur”: Angela Merkel ha pronunciato più volte questa parola, nel corso dell’inaugurazione ufficiale di Eurobike, il salone internazionale della bicicletta, che si sta svolgendo a Friedrichshafen, in Germania. Radkultur, ovvero cultura della bicicletta: che in Germania pesa quanto 71 milioni di biciclette, quelle circolanti in tutto il paese.

Radkultur, che per il premier tedesco significa infrastrutture: «Dobbiamo garantire tutte le infrastruttura, e lo faremo, affinché non ci sia motivo, in Germania, per non utilizzare quotidianamente la bicicletta», ha spiegato Angela Merkel. Piste ciclabili, zone 30, intermodalità: non è così complicata, la formula per garantire infrastrutture, ovvero per favorire l’uso della bicicletta. E i costi sono irrisori, se paragonati a quelli necessari per garantire la viabilità motorizzata. Tali scelte, dunque, sono tipicamente politiche, assolutamente sostenibili, dal punto di vista economico, anche dal più sgangherato dei governi.

In Germania si vendono circa quattro milioni di biciclette ogni anno e anche il 2013 avrà più o meno questa tendenza (dipende dalle varianti meteorologiche che, da sempre, influenzano il mercato), in Italia lo scorso anno si è cantato vittoria perché le vendite di bici hanno superato quelle delle automobili (quando in realtà erano le auto a colare a picco e non le bici a crescere), comunque su cifre attorno al 1.750.000 bici. In Germania, il 14% degli spostamenti quotidiani avviene in bici: florido anche il mercato delle bici elettriche. A oggi, le biciclette a pedalata assistita che circolano in Germania sono poco più di un milione e trecentomila. Quest’anno se ne venderanno poco più di 400.000.

specializedL’intervento di Angela Merkel a Eurobike è avvenuto a pochi giorni di distanza dalla presentazione, in Inghilterra, del nuovo piano di sviluppo della ciclabilità per i prossimi due anni, voluto dal primo ministro in persona, David Cameron. Si parla di un investimento di circa 148 milioni di sterline da oggi all’inizio del 2015 (poco più di 170 milioni di euro) che sono poco più di 10 sterline a cittadino (l’investimento suggerito dalla commissione parlamentare britannica).

La maggior parte degli investimenti andranno a sviluppare la ciclabilità in città come Manchester, Leeds, Birmingham, Newcastle, Bristol, Cambridge, Oxford e Norwich. Il ciclismo, poi, è diventato uno sport di massa che, nell’ultimo anno, è entrato pure nelle scuole ed è stato praticato, almeno una volta, da circa un milione e mezzo di studenti. E poi, ancora, piste ciclabili: i progetti ci sono e sono ambiziosi, come il collegamento tra Londra e Birmingham.

Insomma, due Paesi leader in Europa considerano la piccola e umile bicicletta, uno strumento se non strategico, quanto meno prezioso per lo sviluppo futuro. merkel1Certo, Angela Merkel è in piena campagna elettorale, ma la Germania ha comunque cifre e fatti concreti da sbandierare al mondo. La fiera più importante in Europa per l’economia della bicicletta si apre con una prospettiva interessante: la crisi economica, in fondo, è un fenomeno che incide, ma è comunque relativo, valutando le potenzialità della bicicletta in questo settore.

Angela Merkel in cerca di consensi all’Eurobike è comunque un’immagine ben diversa di un presidente del consiglio italiano, Enrico Letta, con l’elmetto in testa, in Afghanistan, e dentro la testa l’Imu da cancellare e poco altro: sempre un fatto di consenso si tratta, dipende dai punti di vista. Un fatto, evidente, è che la bici in Italia è e resta un giocattolino sottovalutato, l’elmetto (non il casco) fa ancora più presa sul pubblico.

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