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Il sindaco di Londra, Boris Johnson, in azione (foto LewisWhyld/PA)

Il sindaco di Londra, Boris Johnson, in azione (foto LewisWhyld/PA)

Si ritengono gli inventori del football moderno, vivevano il loro modo sportivo a base di cricket, rugby e tennis. Ora gli inglesi sono bike proud: orgogliosi di essere ciclisti. La bicicletta è il motore di una rivoluzione che è cominciata qualche anno fa, nella città di Londra, e che ha visto politiche di mobilità affiancarsi a progetti di sviluppo nello sport e per il benessere dei cittadini. Agli inglesi piace pedalare, impazziscono per la bici, tanto che, lo scorso week end, è andato in scena un evento straordinario: il LondonRide ha radunato oltre 100.000 ciclisti in due giorni. Uomini e donne in bicicletta, ognuno con il proprio orgoglio. Eventi agonistici e pedalate in compagnia: gare dei professionisti e semplici momenti di vita sociale. Perché a Londra, questo è un fatto, non esistono barriere e preconcetti tra ciclisti: lo stradista ultrafigo e depilato che guarda con diffidenza il cicloalternativo con la targhetta “no oil”, la contrapposizione tra ciclisti urbani e biker del freeride… Tutte queste scemenze sono preconcetti italici, non britannici: che, anche grazie a Cavendish e Wiggins (ma non solo) diffondono il piacere di andare in bici. La bici è per tutti: e a Londra lo si è visto. Come, per esempio, la splendida pedalata partita dall’Olympic park, continuata nel verde del Surrey e terminata ancora in città, al Mall, è stata la celebrazione di un orgoglio. L’orgoglio ciclistico britannico: capofila, Boris Johnson, sindaco di Londra.

https://www.youtube.com/watch?v=8f8nRZGcbn8

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