Gerhard Kerschbaumer- Foto Michele Mondini

Gerhard Kerschbaumer- Foto Michele Mondini

Di Lorenzo Franzetti

Gli italiani scoprirono la mountainbike attraverso un reggiseno... quello di Paola Pezzo all'Olimpiade 1996

Gli italiani scoprirono la mountainbike attraverso un reggiseno… quello di Paola Pezzo all’Olimpiade 1996

L’Italia che pedala si riscopre forte con la mountainbike: sono trascorsi molti anni da quell’immagine sexy del reggiseno di Paola Pezzo, in mondovisione, all’Olimpiade di Atlanta (1996), quando gli italiani spaghetti mandolino scoprirono l’esistenza di uno sport con quelle bici che la gente chiamava i “rampichini”. Sono passati tanti anni e mille difficoltà per una Nazionale mtb che da anni prova lavorare sui giovani, scopre talenti molto validi che, però, faticano poi a riconfermarsi nelle categorie più importanti.

Ai Mondiali mountainbike, in corso in Sudafrica, l’Italia del fuoristrada sta vivendo finalmente momenti esaltanti: dopo la vittoria degli azzurri nella staffetta, sono arrivate altre tre medaglie nelle categorie giovanili, di cui l’ultima è molto importante in chiave futura. Nella categoria Under 23, infatti, ha vinto l’altoatesino Gerhard Kerschbaumer, nome impronunciabile forse a Reggio Calabria, ma il ragazzo è italiano al 100%. Bilingue, ovviamente. L’Italia ha un campione del mondo che finalmente fa sperare moltissimo per il futuro: è più di una speranza, quasi una certezza. Un talento cristallino che è cresciuto nel vivaio voluto da un certo Felice Gimondi. Proprio lui, Gimondi, il campione entrato nel cuore dell’Italia, quando ancora nessuno sapeva o immaginava cosa fosse la mountainbike. Proprio lui, il bergamasco finito in tutte le biglie del mondo e che vedeva il ciclismo solo nel modo più tradizionale.

Gimondi con il "suo" giovane talento altoatesino

Gimondi con il “suo” giovane talento altoatesino

I tempi, poi, sono cambiati e lo stesso Gimondi ha capito che il modo migliore per far innamorare un giovane alla bicicletta è quello di farlo pedalare nella natura, lontano dal traffico, in sella a una mountainbike. Una scelta, un investimento iniziato già molti anni fa e non a caso: Gimondi aveva visto lungo. E non caso, dal mondo della mountainbike sono poi usciti campioni che hanno vinto e continuano a vincere su strada: da Cadel Evans a Ryder Hesjedahl, tanto per citare un vincitore del Tour de France e un vincitore del Giro d’Italia.

 

kerschbaumerIl talento del momento si chiama Gerhard Kerschbaumer, cresciuto tra i pascoli dell’Alto Adige, che ha iniziato a pedalate al margine delle pinete più belle, all’ombra di montagne che sono poesia. Vince e parla poco, probabilmente non ha l’appeal di Valentino Rossi, ma è certamente più simpatico di Balotelli. Vince nella mountainbike, però: all’Italia della birra e tivù interesserà poco o nulla. Ma è comunque un bel messaggio, quello di un giovane che si diverte nella natura, con la sua bicicletta. E vince. Una bella immagine comunque, anche se l’italiano medio continuerà a sognare il reggiseno di Paola Pezzo e a sorridere per il reggisella rotto del povero Fontana all’Olimpiade di Londra. Va bene così, viva Kerschbaumer!

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