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Cristiano De Rosa presenta in Germania la linea Black Lebel 60, che celebra i sessant’anni della produzione di biciclette a Cusano Milanino

Di Lorenzo Franzetti (da Fiedrichshafen)

Un oceano di marchi, strategia globali, tecnologia a volte molto sofisticata: l’industria del mondo della bicicletta si è radunata sul lago di Costanza, a Friedrishshafen, per l’edizione 2013 dell’Eurobike, il salone internazionale della bicicletta, massima rassegna europea del settore. Un mondo sempre più globale e “asiacentrico”, gli occhi a mandorla spiccano, ma si parlano comunque mille lingue. L’italiano è in minoranza, ma pur sempre la lingua dalle mille sfumatura, del genio artistico, della fantasia.

La tradizione artigianale italiana, il vanto dell’industria ciclistica, c’è ancora? Resiste in questo mare di proposte, tra fibra di carbonio e freni a disco? Una scuola e un gusto estetico inconfondibili sono diventati l’unico punto di forza del made in Italy del pedale. Cosa resta dell’artigianalità? Cosa rimane di quelle mani callose che lavorano ai telai e alle bici italiane?

Irio Tommasini, da Grosseto, è il mago dell'acciaio più apprezzato al salone Eurobike

Irio Tommasini, da Grosseto, è il mago dell’acciaio più apprezzato al salone Eurobike

Gli artigiani italiani sono una rarità, a Eurobike, eppure ricercatissimi: con i loro gioielli, autentiche opere d’arte a due ruote, che fanno venire gli occhi lucidi a più generazione di ciclisti. Dall’estroso tatuato urban rider al più quadrato agonista tedesco. Una tradizione antica che il mondo c’invidia è più viva che mai, per esempio, tra le novità di Irio Tommasini, uno degli ultimi grandi telaisti italiani che espone nella più grande vetrina europea. Il costruttore di Grosseto scommette ancora e sempre sull’acciaio: «Il fascino dell’acciaio e di certe lavorazioni restano, anzi crescono. Per spiegare il mio concetto, faccio un esempio motociclistico: chi cerca il massimo della prestazione, magari sogna di comprarsi una Yamaha, ma chi cerca un certo gusto estetico, un fascino unico va a cercare una Guzzi o una Triumph. Qui a Eurobike, in questo mare di prodotti apparentemente diversi, ma quasi tutti omologati, la differenza la fa la mano dell’uomo, ovvero l’artigiano. Gli stranieri che vengono da me vogliono l’eleganza, le lavorazioni anche di alta qualità estetica, la bici fatta a mano. Che poi, dal punto di vista delle prestazioni, è comunque valida: l’acciaio mantiene nel tempo caratteristiche comunque importanti e, in certi casi, il confronto prestazionale con gli altri materiali non è affatto perdente». Anche per questo motivo, Tommasini non ha esitato, per esempio, a realizzare una mountainbike in acciaio che è stata testata con ottimi riscontri dalla rivista francese Velo Vert.

I telai in titanio di Sergio Finazzi sono un orgoglio italiano che resiste al mercato dominato dagli asiatici

I telai in titanio di Sergio Finazzi sono un orgoglio italiano che resiste al mercato dominato dagli asiatici

Dal mago dell’acciaio, a quello del titanio: come Tommasini, l’azienda è una questione di famiglia. Nevi è tutta racchiusa nella passione e nei sacrifici della famiglia Finazzi di Chiuduno, in provincia di Bergamo. I telai Nevi sono un’altra peculiarità italica, una rarità che conquista soprattutto l’estero, come conferma Sergio Finazzi, ex corridore oggi tra gli artigiani più apprezzati nel mondo: «I miei clienti sono soprattutto in Giappone e in Corea. In Asia, il fascino del prodotto italiano è davvero notevole e, forse, noi italiani non siamo nemmeno tanto bravi a capire cosa potrebbe significare per la nostra economia». Pochi telai, ma tutti gioielli, che richiedono una lavorazione costosa, molto complessa: non è roba per tutti il titanio. E se è made in Italy è addirittura qualcosa di esclusivo.

Enrico Sarto, giovane telaista veneto, sfida gli asiatici con il carbonio personalizzato

Enrico Sarto, giovane telaista veneto, sfida gli asiatici con il carbonio personalizzato

Acciaio, titanio e… carbonio: il materiale che ha fatto la fortuna (con alluminio) dei giganti taiwanesi e dell’industria è la sfida di Enrico Sarto. La sfida ai giganti asiatici parte da un piccolo laboratorio, ma altamente tecnologico, di Mallaredo di Pianiga, in provincia di Venezia. Un giovane telaista, Enrico Sarto, è diventato tra i più ricercati dagli appassionati di tutta Europa: «La mia sfida è fatta di qualità e attenzione a tutti i minimi dettagli. La lavorazione personalizzata, attenta alle esigenze di ogni singolo ciclista: il su misura, insomma». Il cognome, Sarto, del resto è perfetto per un telaista che “cuce” i suoi prodotti sulle gambe di ogni singolo cliente: e a Eurobike, il pubblico tedesco si lustra gli occhi davanti alle sue creazioni. In carbonio, quel materiale che i grandi brand hanno usato per far passare altri concetti, più globali (le taglie s, m, l, un po’ come i grandi marchi dell’abbigliamento che, ormai, non hanno più nulla di sartoriale).

Ugo De Rosa, in una foto anni 70, al lavoro con i figli nell'officina di Cusano Milanino

Ugo De Rosa, in una foto anni 70, al lavoro con i figli nell’officina di Cusano Milanino

E, a proposito di sartoriale, al salone di Friedrichshafen si celebra la storia di un grande della tradizione made in Italy: De Rosa festeggia i sessant’anni di attività. Con un rilancio proprio della bici “sartoriale”, come la prodizione Black lebel 60, che prende il nome delle produzioni limitate “handmade” dei grandi stilisti: «Bici totalmente su misura – spiega Cristiano De Rosa – che celebrano i quattro materiali che hanno fatto la storia dell’azienda della mia famiglia. Non presentiamo un solo modello nuovo, bensì quattro proposte: in acciaio, in titanio, in alluminio e in carbonio. Simbolicamente un viaggio nella storia di De Rosa che propone quattro materiali e quattro soluzioni per biciclette che, comunque, saranno uniche, realizzate su misura del cliente. La nostra linea Black lebel 60 sarà il vertice di una produzione che, comunque, continuerà a produrre novità in carbonio e biciclette sempre studiate nel dettaglio. Il vero “su misura”, però, è il fiore all’occhiello che, qui a Eurobike, riscuote un successo davvero straordinario». In Germania, dunque, il” made in Cusano Milanino” continua a incantare gli appassionati.

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