Eurobike 2011

di Guido P. Rubino (foto GR)

Lo chiamano come un supereroe e, in effetti, per qualcuno lo è. Laserman è Andrea Pesenti, baffo bianco, chiacchiera da chi ha un mondo da raccontare e idee spesso geniali che gli hanno valso la stima di alcuni dei campioni più conosciuti del mondo delle due ruote. Lo potete incontrare a spasso nei corridoi di una fiera – ad esempio quella di Eurobike, alle porte (si inizia il 27 agosto con il Demo Day). È uno degli “inventori” delle biciclette italiane. Quelle idee che fanno impazzire all’estero e sono frutto di manualità ed esperienza, oltre che di conoscenze e preparazione. Idee che spesso battono il computer con un tre a zero secco. Ok la precisione delle cose automatizzate, ma volete mettere quando si lavora di lima? E Andrea Pesenti prima di sedersi davanti ad un computer si è seduto dinanzi al tavolo da disegno. Ma è andato anche in officina con la lima in mano.

Eurobike 2012È lui che, un giorno, ha inventato la Cinelli Laser. Ne va giustamente fiero tanto da essersela tatuata su un braccio. La Laser è una bicicletta che a vederla oggi sembra quasi normale, attuale, ma trent’anni fa, quando è nata (la Laser è del 1983) il composito ancora non esisteva nel mondo del ciclismo (timidi tentativi, ma niente di commerciale e commercializzato) e per fare quelle linee aerodinamiche l’unica era lavorare direttamente sull’acciaio che ancora era l’unico materiale con cui fare i telai per bicicletta. Piastre di metallo limate, saldate nel punto giusto e poi limate ancora prima di passare su la vernice definitiva. Un successo subito (nel 1991 ha vinto il Compasso d’Oro) e un telaio che oggi è tra i più ricercati tra gli appassionati del vintage.

Cinelli - GruppoTanto che Cinelli stessa ha richiamato Andrea Pesenti per farne ancora dei modelli, sempre in acciaio e con la stessa manualità di allora. E poi altre novità in arrivo.

Intanto Pesenti ha continuato a coltivare le sue idee. Ha dato il contributo anche nella Comunità di San Patrignano dove ha messo su, anticipando i tempi anche stavolta, una scuola di telaisti di livello. Poi ha lavorato sui manubri e altre parti della bicicletta. Marchi diversi, anche orientali, in cerca di novità e idee. Aveva fatto anche dei telai col suo nome a un certo punto. Ma qualche idea, Pesenti, ce l’ha ancora nel cassetto. Anche perché senza pensare alla bicicletta, lui, non ci sa proprio stare.

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