12-(Astonauta)

Ogni tanto, quando la Luna è piena e le stelle sembrano lontanissime lampadine accese sulla Terra, si intravede nel cielo una forma familiare, nota, abituale,  che se la guardi con un po’ più di attenzione scopri che è una bicicletta.

A quelle altezze le favole non sono altro che incredibili viaggi nell’universo e quella bicicletta è una delle tante macchine volanti che galleggiano  in quel mare della tranquillità!

Quella è la bicicletta dell’astronauta, un insolito viaggiatore con la testa tra le nuvole e il carattere di un bambino che, nella sua tuta ciclospaziale, girovaga intorno al mondo sulla scia di una rotta instabile che va dalla realtà alla fantasia passando dall’immaginazione.

Pedalata dopo pedalata, in un silenzio astrale, il nostro esploratore errante è alla ricerca, in quella illogica immensità, fatta di comete luccicanti, asteroidi di passaggio e  pianeti parcheggiati in po’ ovunque, della strada che lo porti alla galassia più lontana e sconosciuta, la meta più remota di ogni vero pioniere!

In quella sua passeggiata cosmica, alla velocità dell’uomo, l’astronauta, in sella alla sua stupefacente e strabiliante macchina a pedali, volge lo sguardo in ogni dove, sin dove i suoi occhi possono arrivare e ancora  più lontano, dove il suo pensiero possa escogitare nuove e fantastiche avventure.

Ogni tanto, ma mai per caso, quando la Luna è piena e le stelle sembrano lontanissimi fanali accesi sulla notte, si scorge sulla strada una forma conosciuta, semplice, consueta,  che se la guardi con un po’ più di attenzione scopri sempre, con un attimo di ritardo, che è una bicicletta!

A quelle velocità le favole non sono altro che lampi di follia che accecano gli occhi nell’universo della notte e quella bicicletta è una delle tante macchine volanti cadute sulla terra, sul lato della strada,  in un mare verde che sembra erba.

In un silenzio astrale, illogico come l’immensità, un astronauta ciclista è riverso sull’asfalto, sulla scia di una rotta instabile che dall’immaginazione, attraversa la fantasia per morire in una realtà di nero catrame!

 

 

Opera di Roberto Sironi – acrilico su cartoncino

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