EMILE GEORGET CYCLISTE TOUR DE FRANCE 1907

Herni Desgragne, l'inventore del Tour, in veste ciclistica, nel 1892

Herni Desgragne, l’inventore del Tour, in veste ciclistica, quando era già anziano

C’era una volta il Tour de France, c’era una volta monsieur Henri Desgrange che lo inventò. Prima di diventare organizzatore, fu  lui stesso un ciclista: durante la sua carriera sportiva Desgrange stabilì ben 12 primati mondiali di ciclismo su pista, tra i quali il più importante fu il primo record dell’ora l’11 maggio 1893 con 35,325 chilometri.
Desgrange ciclista lasciò, successivamente strada al Desgrange giornalista, nonché editore. E, infine, organizzatore di quella che sarebbe diventata, anni dopo, la corsa ciclistica più prestigiosa del mondo.

Il papà del Tour era un purista, diffidente e conservatore: per la sua corsa, stabilì addirittura il divieto per i ciclisti di ricevere qualsiasi tipo di assistenza. I corridori dovevano gareggiare in autonomia totale.

Le biciclette delle prime edizioni erano più o meno tutte uguali: freno a tampone o a contropedale, pignone fisso, telai in ferro e borse piene di attrezzi per le riparazioni.
Nella quinta edizione, nel 1907, comparve nella lista degli iscritti un nome che avrebbe fatto passare più notti insonni a monsieur Desgrange: Emile Georget. Era un giovanotto della Loira che, in quell’edizione della corsa transalpina, ottenne ben sei vittorie. Merito della sua classe, certo, ma anche di un congegno rivoluzionario montato sulla sua bicicletta: la ruota libera.

Henry Desgrange non vedeva di buon occhio l’adozione di questo tipo di rocchetto, in quanto a suo parere, riduceva la distanza effettiva pedalata dai corridori.
Quel Tour 1907 era orfano del campione in carica, René Pottier, suicida per amore qualche mese prima. Emile Georget vinse cinque delle prime otto tappe e sembrava dominare. La sesta vittoria di tappa arrivò poco dopo, ma il 26 luglio, alla vigilia della decima tappa, fu penalizzato di 50 punti, perché, a detta della giuria, avrebbe sostituito la bicicletta. Il regolamento vietava di sostituire il mezzo meccanico, che doveva essere lo stesso per tutte le tappe. La cosa non fu mai chiarita, ma sembrava una punizione più che una squalifica vera e propria. A Parigi, vinse Lucien Petit Breton e Georget arrivò comunque terzo in classifica generale.
La ruota libera, utilizzata per la prima volta da Georget, si dimostrò fondamentale per l’evoluzione della bicicletta.
Lo scetticismo di Henri Desgrange non giovò certo al progresso tecnico della bici da corsa, ma l’inventore del Tour dovette poi prendere atto del progresso nelle edizioni successive del Tour de France.

Georget transita per primo sul Galibier, nel 1911

Georget transita per primo sul Galibier, nel 1911

Emile GeorgetTre anni più tardi, nel 1910, il Tour de France portò i corridori per la prima volta sui Pirenei, al Col d’Aubisque, al Colle d’Aspin, al Col du Peyresourde e sul Tourmalet,.
Fu, tuttavia, nella terza tappa, ben prima delle montagne, che accadde qualcosa di sensazionale: il 7 luglio nella tappa da Metz a Belfort un corridore della Legnano si presentò alla partenza con un mozzo posteriore molto particolare. Era dotato di doppia filettatura sul quale erano montati due rocchetti, uno per parte.
Ai piedi del Balon d’Alsace, quel corridore scese di sella, girò la ruota dalla parte del pignone favorevole e andò a vincere la tappa. Il Tour andò a Octavie Lapize che fu protagonista della prima e leggendaria acsesa al Tourmalet , ma questa è un altra storia.
Tornando all’episodio del doppio pignone, Henri Desgrange non fu affatto contento di quel corridore. Ebbene, l’atleta della Legnano si chiamava Emile Georget, ancora lui.

Nell’edizione successiva il “giro ruota” fu utilizzato da molti corridori e dopo la pausa della prima guerra mondiale questo sistema si diffuse tra tutti i corridori.
Si deve comunque ricordare  che il cambio rapporto non era molto frequente in corsa e di regola avveniva solo all’inizio o alla fine di lunghe salite. Per le ascese brevi si tirava avanti con il rapporto da pianura e, se molto ripide, si scendeva e si proseguiva a piedi.
tour-de-france-1907-un-officier-allemand-salue-emile-georget-louis-trousselier-et-lucien-petit-breton-a-l-entree-de-metz-annexeeEmile Georget ebbe una brillante carriera: si aggiudicò due edizioni della massacrante Bordeaux-Parigi, un edizione della Parigi Brest Parigi e passò per primo in vetta al Galibier quando fu introdotto la prima volta (nel 1911), ma anche in pista si aggiudicò molte corse importanti. Al di là dei successi, il suo nome è nella storia per aver cambiato il ciclismo, grazie a una tecnologia in uso ancora oggi.

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