11-Solitaire

Un fantasma si aggira silenzioso in un deserto metropolitano fatto di carcasse di automobili e semafori spenti! In quella tranquillità, come in una pausa di riflessione, la città sembra cercare verità nascoste e fantasie da notturno in bianco e nero!

La stravagante silhouette ha la forma di un ciclista, solitario, che pedala lentamente verso una meta sconosciuta e in quell’immagine, quasi diafana, delicata ed esile, una follia di solitudine e cemento fa da sfondo ad una delle tante megalopoli del mondo!

Lo spettro in bicicletta ondeggia tra lampioni e marciapiedi canticchiando una bella canzone d’amore mentre, come un acrobata smaliziato e furbo, pedalando senza mani, lascia ad un manubrio complice, ogni impeto d’azzardo, i sospiri improvvisati, un’incoscienza capace di corrompere qualsiasi sogno e mentre l’universo dorme e le stelle stanno a guardare, le sue braccia levate cercano un ultimo abbraccio, un punto indefinito in un orizzonte remoto e blu, come a toccare il cielo con un dito.

In un movimento circolare e rotatorio la bicicletta venuta da un nulla, dove tutto è già previsto, attraversa il cuore della notte sino ad incontrare una Luna sorridente e come una visione, uno spirito a forma di ciclista canticchia una canzone fatta di sguardi e di parole, come se il mondo fosse un’immensa passeggiata verso una nuova civiltà!

Chissà forse è un’illusione o uno scherzo dell’immaginazione, ma quel fantasma in bicicletta l’ho già visto in uno specchio, mentre pedalava, senza mani sul manubrio, tra le carezze del vento, utopie e castelli in aria!

 

“Solitaire” – opera di Roberto Sironi – acrilico su cartoncino

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