robic

Robic in una celebre foto del 1947. La leggenda della borraccia di piombo è di qualche anno dopo, quando si diffusero i portaborraccia al telaio

Di Lorenzo Franzetti

Peso/potenza, un rapporto controverso, eppure è la legge base del ciclismo. Una volta i concetti erano tutti molto semplici: un ciclista leggero ha più vantaggi in salita, meno in pianura e in discesa. Un ciclista pesante fa più fatica in salita, ma la sua potenza è vincente sugli altri terreni. Chris Froome ha sconvolto questi concetti con i suoi 66 chili attaccati a un corpo longilineo di 185 centimetri. Eppure spinge sui pedali con una potenza davvero straordinaria sia in salita, sia a cronometro. Sempre oltre i 400 watt. Numeri, calcoli, analisi: la radiografia di Chris Froome, a ogni prestazione, lascia stupiti.

robic2In passato, questo rapporto peso/potenza era un vero e proprio limite per tutti. Soprattutto per i corridori più esili. Il più microscopico di tutti era Jean Robic, detto testa di vetro, ma al cospetto dei corridori di oggi, era un grasso. I giornalisti del passato, tra l’altro, non hanno mai fornito dati che coincidevano tra loro. Quanto era alto Robic? Secondo le fonti giornalistiche, era tra il metro e cinquantasette e il metro e sessantuno. Pesava tra i 55 e i 60 chili.

Era una piuma, per il ciclismo di allora. E Robic, di conseguenza volava in salita, ma era in difficoltà in pianura e in discesa, soprattutto al cospetto di corridori più robusti come Bartali, Bobet o lo stesso  Coppi che era più pesante e potente.  Per sopperire la rapporto peso/potenza in discesa, Robic aveva un segreto: che diventò leggenda. Un fatto mai completamente dimostrato, ma confermato da testimonianze più o meno credibili. Il segreto qual era? La borraccia di piombo. Pare che “Testa di vetro” avesse uomini di fiducia in cima alle salite che gli fornivano una zavorra che gli consentisse di affrontare la discesa con maggior peso.  La discesa era il suo limite, Robic si zavorrava: pare che la prima volta che il piccolo scalatore utilizzò questo stratagemma fosse nella discesa dal Mont Ventoux, al Giro del Delfinato 1950. E pare che questo test finì male, con una caduta. Rialzatosi intontito si racconta anche che Robic si fosse dimenticato di gettare la borraccia al termine della discesa, rimanendo staccato dai primi.

Chris Froome (foto BrakeThroughMedia)

Chris Froome (foto BrakeThroughMedia)

I regolamenti proibivano le zavorre, ma anche il celebre giornalista francese Jacques Goddet sostenne la teoria della borraccia di piombo sulla bici di Robic. Nelle discese del Tour, insomma, pare fosse il suo segreto: quanto pesava la borraccia di piombo? Si dice attorno ai dieci chili. La leggenda della zavorra mise in agitazione anche le giurie, tant’è che soprattutto durante il Tour, Robic era osservato con molta attenzione durante lo scollinamento. Tanto che, per un certo periodo, si racconta che a passargli la borraccia zavorrata non fosse più un uomo in cima alle salite, ma il suo meccanico dall’ammiraglia.

La borraccia di piombo, una leggenda o forse no, che in qualche modo aiutò Robic nella bella impresa del Tour 1953, quando scollinò tutto solo in vetta al Tourmalet e arrivò tutto solo a Luchon, conquistando tappa e maglia gialla. Il Tour, tuttavia, quell’anno lo vinse Louison Bobet, ovvero tutt’altro rapporto peso/potenza.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.