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Di Lorenzo Franzetti

DSC_7729Nizza freme per il Tour? Per ora la Costa Azzurra aspetta chiappe al vento, assopita e annoiata, sotto il sole. Un immenso baraccone, la Grande Boucle sulla Promenade des Anglais ha lo stesso effetto di un enorme luna park. Un gioco, un modo per passare una giornata speciale nel mezzo di una vacanza. Esagerato azzardare che a Nizza si viva il ciclismo con grande emozione. Sia chiaro, tutte le televisioni sono sintonizzate sulla diretta del Tour, che arriverà stasera negli alberghi della città. E domani metterà in scena il suo spettacolo.

Come vive la bici, la città natale di Garibaldi? Come molte perle del Mediterraneo, Nizza avrebbe tutto, ma proprio tutto, per vivere a pedali. Clima splendido, strade in gran parte pianeggianti. Ma soffre, come le altre città, di eccesso di motori: dominano le auto, sempre e ovunque. Eppure, un tentativo di cambiare rotta, l’amministrazione comunale lo sta facendo. Sul lungomare, infatti, spiccano i “velo-bleue”, le biciclette blu del bike sharing: 175 stazioni sparse tra Nizza e le vicine Cagnes sur Mer et Saint Laurent du Var, migliaia di bicicletta a disposizione. Con le stesse modalità del velolib parigino: prima mezz’ora gratuita, a seguire un euro l’ora e poi due. Le piste ciclabili? Non così eccezionali, anzi, dicisamente scarse: spettacolare la Promenade des Anglais, ma lo spazio riservato alla ciclabile è veramente stretto, anche se gli spazi larghi consentono sempre una convivenza con i pedoni. Allontanandosi dal mare, però, la situazione si complica, con piste strettissime e poche, per finire dentro la giungla del traffico: scene già viste in quasi tutte le città italiane.E pochi ciclisti: decisamente pochi.

Karim l'unico meccanico ciclista della città vecchia

Karim l’unico meccanico ciclista della città vecchia

«In realtà ci sono molti turisti che pedalano. La bici va bene sul lungomare», conferma Raymond che lavora in un bar vicino alla spiaggia. Si chiama Raymond perché… «Sì proprio perché mio padre tifava Poulidor, Raymond Poulidor». La passione si eredita a fatica qui: tanti americani, olandesi, inglesi. Tutti con bici anche di ottimo livello, ma i nizzardi pedalano poco…

Conferma in parte questa impressione anche Karim, l’unico ciclista della vieille ville: «Ma non sono affatto pessimista, la gente sta scoprendo la bici e in futuro anche i cittadini torneranno in bici. Anzi, lo stanno già facendo».

Karim vende, ripara, noleggia bicicletta in una ruga della Nizza più suggestiva: «Di ciclisti siamo rimasti in pochi. Ciclisti intendo quelli come me, che si sporcano le mani, fanno assistenza e cercano di fare il mestiere come una volta. Io sono qui da qualche anno. In passato qui vicino c’era anche un negozio che vendeva bici a scatto fisso, ma ha chiuso. La gran parte delle bici, oggi purtroppo, si vendono soprattutto nei grandi magazzini alla periferia della città, ma è un altro modo di lavorare, quello».

Karim lavora nel cuore di Nizza e pensa ad allargarsi: «Sto per aprire un’officina condivisa, ovvero una ciclofficina, ma anche uno spazio di socializzazione. Per fare incontrare i ciclisti, magari davanti a qualcosa da bere…».

nizza1Nizza è la città dei 2.000 tra saloni di bellezza e parrucchieri, puoi mangiare afgano, eritreo, libanese, vietnamita, coreano, tunisino. Per trovare un negozio di biciclette, invece, è un po’ più difficile: un paio resistono nella zona del porto e c’è un olandese in zona Massena che ha messo su una piccola boutique di bici da signora. Il resto è fuori dal centro, nei centri commerciali dove dominano Décathlon e Culture Velo.

Chi vive di bici e chi lavora a pedali,  come Nadia, tassista in bicicletta: «Si lavora bene a Nizza, perché le stagioni sono sempre piuttosto miti. E i clienti, per fortuna, non mancano, anche se dipende dai giorni». A volte percorre anche 70 chilometri al giorni, altre volte poche centinaia di metri. Nadia è di origine tedesca, ma il ciclotaxi è il suo lavoro dal 2009: «Non mi lamento. Nizza è poco ciclistica? Non so, forse no, la gente in bici ci va, ma soprattutto sul lungomare. La bici è un mezzo per andare in spiaggia, qui. Certo, il centro è un po’ pericoloso, ci sono automobilisti poco rispettosi, ma credo sia così un po’ in tutte le grandi città».

nizza14Compri saponi e spezie, Nizza straborda di profumi e c’è Michel, di origine tunisina, che il ciclismo lo vede solo a luglio: «Il ciclismo in Francia è soprattutto il Tour de France». Un campione francese che ricorda volentieri? «Quelli di adesso non so, io ricordo Bernard Hinault».

Sta arrivando il Tour, ci arriva per nave: la festa per i bambini è già cominciata, grazie ai ragazzi della carovana che distribuiscono caramelle e gadget sulla promenade. Una festa d’estate sì, per una città che vive di vacanzieri, di ricche americane e giovani olandesi. Domani, strade chiuse: sarà più difficile acquistare abiti firmati in taxi.

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