Foto di Tim De Waele

Foto di Tim De Waele

Foto Pentaphoto/Alessandro Trovati

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di Gino Cervi

Mischia e parapiglia, delirio e scomodità. Sul lungomare di Marsiglia vince Cavendish. La sua ventiquattresima vittoria al Tour. Non fa sconti, né regali. Come un Fantomas vestito da cane, l’uomo di Man, senza coda come un gatto delle sue parti, sbuca dalla bouillabaisse del gruppo e vince a braccia aperte, con una macchina abbondante di vantaggio su Boasson-Hagen, che in volata non trova un Sigfrido da colpire a tradimento. Lo sprint dura un attimo e poi più nulla. Un attimo dopo “C’è solo più il vento, che legge il giornale”. Direbbe il maestro Paolo Conte, tanto amato da queste parti.

Ah, che maraviglia, sembra di essere a Marsiglia
C’è un enorme parapiglia
Che ricorda la quadriglia…
Qualcuno, Fantomas,
Vestito da cane,
Si aggira su e giù…
Qualcosa rimane…
C’è solo più il vento
Che legge il giornale,
Di colpo verrà
Domani verrà….

Gratis, le grandi novità,
Gratis, le nuevé nudità…
C’è ancora da ridere
Nell’intimità,
C’è ancora da fingire,
Ah, che delirio, che scomodità…

Gratis, con che facilità,
Prima, durante, dopo? Ma?
C’è ancora da leggere
Due passi più in là
A gratis, e nessuno le sa…

Via da questa mischia,
C’è qualcuno che cincischia…
Ma la storia se ne infischia….
Spiacente, scusami,
Non posso venire
Da questa città.
Mi lascio irretire,
Marsiglia è Marsiglia,
E gratis sarà
La sua infedeltà…

Gratis, le grandi novità,
Gratis, le nuove nudità…
C’è ancora da ridere
Nell’intimità,
Prima, durante, dopo? Ma?
C’è ancora da leggere
Due passi più in là
A gratis, e nemmeno lo sa…

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