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Quelli che vincono li vedi alla tivù, esultano, raccolgono applausi e baci. Quelli che perdono non sempre sono inquadrati. Ci sono piccoli e grandi drammi personali, ogni giorno, che si consumano nelle retrovie del gruppo. Una caduta, per esempio, in diretta tivù è una serie d’inquadrature di pochi secondi: da dentro il Tour, invece, chi la subisce e la vive, se la tiene per giorni. Cadi, ti rialzi, ma sai già che soffrirai immensamente per i  giorni a seguire, fino al momento in cui ti verrà voglia di tornare a casa. Lo stesso accade per qualsiasi malanno: un mal di pancia, da persona normale, te la curi come vuoi. Da corridore è un dramma: in corsa, come in hotel, la sera. E il giorno dopo, nessuno ti concede niente: il Tour riparte a tutta, tutti con la voglia di vincere. E il tuo mal di pancia, le tue ferite diventano incubi.

Nacer Bouhanni, ex campione di Francia, è un velocista dalle buone doti: vincitore della gara d’apertura della stagione francese, era arrivato al Tour con grandi aspettative. Poi, l’imprevisto, ha cambiato la sua corsa… Il dramma del corridore, poi, viene vissuto anche da chi gli sta accanto. Primo fra tutti il direttore sportivo, che, in molti casi, è ancora un fratello maggiore e non più solo un autista freddo, come vorrebbero le strutture ultramoderne delle squadre di oggi.

In questo video, realizzato dagli amici francesi di Velobs, coordinati dal bravo Patrick Chassé, si racconta il dramma di Nacer Bouhanni e del suo direttore sportivo Frank Pinau. L’altro Tour è anche questo.

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