Surcouf, il più celebre corsaro di Saint Malo, indica i nemici: gli inglesi

Surcouf, il più celebre corsaro di Saint Malo, indica i nemici: gli inglesi

Di Lorenzo Franzetti

Il vento soffiava meno impetuoso del solito, non sbatteva affatto sulle antiche mura di Saint-Malo. La città corsara ha atteso il Tour a lungo, per ore, fino al termine di una tappa infinita, nell’orgogliosa Bretagna, fino là in cima, sulla costa. Una volata, quasi una battaglia: mancavano solo spade e fioretti. Corpo a corpo a settanta chilometri orari, su cavalli esili e rigidi: 7 chili di bici per alzare il vento che, a quell’ora, a Saint Malo non c’era.

Kittel davanti a Greipel: a Saint Malo, la volata è tedesca

Kittel davanti a Greipel: a Saint Malo, la volata è tedesca (Foto concessione Argos Shimano)

Qual è l’esito? Il fulmine Kittel in rimonta sul gigante Greipel, con Cavendish battuto scomposto: tanto che, nel momento della resa, il britannico si prendeva a spallate con l’olandese Veelers che carambolava a terra, disarcionato. Un gesto da corsaro, nella città dei corsari, per Cavendish. Una sfida tra tedeschi e britannici in un lembo di terra che non li ha mai sopportati: anzi, spesso li ha odiati e combattuti.

kittelIl corsaro più famoso, Surcouf, ha la sua statua proprio a Saint Malo: alto e fiero, indica il nemico, ovvero l’Inghilterra. E questi inglesi, al Tour, ora insegnano ai francesi pure il ciclismo, dopo la presunzione di voler insegnare il calcio. Saint-Malo, evangelizzata dal gallese Mac Low, una storia antinglese e antitedesca. Ma nel ciclismo, il destino dei francesi è crudele. Ormai da anni.

Se gli italiani sono fantasmi o poco più, in questo Tour i padroni di casa ingoiano delusioni da una settimana. Dal ’98, ovvero dal terribile scandalo Festina, la Francia naviga in acque basse, quasi in secca. Al contrario dei britannici, che ora dominano il mondo a pedali.

I francesi detengono la maglia a pois, piccolo motivo d’orgoglio, meglio di niente: ma Pierre Rolland, che la indossa, era partito con ben altre ambizioni. Doveva riportare i galletti sul podio, ma è destinato a una corsa alla garibaldina, senza velleità di classifica. Poi c’è il suo compagno di squadra, Thomas “millesmorfie” Voeckler che naviga lontano dai primi: ma, probabilmente da volpe, si è gestito le forze, finendo volutamente fuori classifica. E con in testa un solo traguardo: l’Alpe d’Huez.

Non c'era bisogno del fotofinish... Cavendish era lontanissimo

Non c’era bisogno del fotofinish… Cavendish era lontanissimo

Il migliore in classifica generale, tra i francesi, è al momento Jean Christophe Peraud, quattordicesimo, ex specialista della mountainbike. Anche la maglia bianca è transalpina, con Romain Bardet: questa sì che è una bella sorpresa, ma lontanissima dai piani alti della classifica (è ventesimo a 7 minuti da Froome). Una generazione di talenti, venuta fuori da un settore giovanile sapientemente rifondato, sta deludendo: fuoriclasse nelle categorie minori, che faticano a rimanere in gruppo, ora. Thibau Pinot era la grande speranza, ma è staccatissimo a causa di malanni, cadute e problemi suoi. Romain Sicard, ex campione del mondo tra gli Under 23, viaggia con i velocisti (ma lui dovrebbe essere un passista scalatore).

Si difendono, più con la grinta che con le gambe, Sylvain Chavanel, che a inizio carriera sognava di vincere il Tour e ora è un cronoman che va bene nelle classiche, e John Gadret, lo scalatore che odia il Tour e ama il Giro, il ciclocrossista tatuato. E trai velocisti? Il nulla, soprattutto dopo l’abbandono di Nacer Bouhanni, l’unico in grado di piazzarsi in questi sprint all’arma bianca. I corsari di Saint Malo vorrebbero poter vendicare la Francia, impotente di fronte ai corridori britannici (anche se di origine keniana) e tedeschi (una schiera di velocisti che non si era mai vista così forte da tempo). Surcouf sguaina la tua spada, pensaci tu! Il corsaro dei corsari nulla ha potuto: immobile, col suo dito contro gli inglesi, di fronte al trionfo tedesco. Marcel Kittel, chapeau.

Saint Malo, la città dei corsari

Saint Malo, la città dei corsari

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