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OLYMPUS DIGITAL CAMERADi Lorenzo Franzetti

Tutta la Sicilia, nelle piazze e nei viali e poi la Calabria, dentro all’Italia calda e piena di sapori, colori. Giuanìn pedala e rincorre il suo sogno, lo realizza davanti a bocche splancate di grandi e piccini, ascolta mille dialetti, riceve abbracci, applausi, arancini, piatti di pasta, biscotti e tanta amicizia: perché inseguire un sogno è la cosa più bella che si può fare, l’Italia lo sa e aiuta Giuanìn.

Giuanìn, un teatrino, marionette, un bagaglio appeso a una Graziella e a un tandem. Tre posti in bici per due ciclisti… più uno d’avanzo, per gli ospiti. Per chi vuole unirsi a Luciano e Francesco, due falegnami come Geppetto. Il loro Pinocchio si chiama Giuanìn, la loro fatina è Teresa Baratto, che ha inventato una storia bellissima da portare in giro per l’Italia. Dentro alle piazze più belle, per raccogliere gli italiani attorno a sé, a distanza di sorriso. Torinesi partiti da Palermo, con destinazione Torino: tutto in un’estate. Non come Garibaldi, ma due bici sgangherate: «Perché la Graziella e il tandem sono mezzi popolari, della gente. Teatrino+BiciLa Graziella è a metà tra una bici da adulto e da bambino. E a noi va benissimo perché il nostro spettacolo è esattamente così», spiega Luciano, grande appassionato di teatro di figura e autore delle scenografie di Giuanìn. Francesco, invece, pedala e suona: «Un piccolo ukulele e un’armonica». Il resto ce lo mette il pubblico: l’affetto, i colori, le espressioni  e la meraviglia al termine dello spettacolo. Sempre applausi e feste.  Giunanìn, una scatola con sei cerchi per tre paia di occhi che ci guardano dentro. Un’idea senza tempo, per un’impresa a pedali degna del miglior Tour de France.

«Le marionette sono una passione eterna: insomma, non sono affatto passate di moda, a giudicare dall’accoglienza che riceviamo». Sessanta chili di bagagli, per gambe di buona volontà: un peso ben bilanciato, dalla voglia d’incontrare ogni giorno un pubblico nuovo. Un’esperienza ciclistica che si confronta con l’Italia: «Al Sud siamo rimasti sorpresi dal rispetto per noi ciclisti. Certo, due pedalatori strani e colorati come noi, contanto di teatrino, non passano inosservati, ma il timore per strade, traffico, inciviltà sono del tutto ingiustificati. Noi stiamo pedalando in un’Italia del Sud che è attenta anche a noi, utenti deboli della strada».

OLYMPUS DIGITAL CAMERAFrancesco e Luciano, due ciclisti urbani torinesi, che hanno cominciato a sferragliare e a “pasticciare” sulle bici nelle ciclofficine popolari. «E le nostre bici sono nate in ciclofficina. Per la precisione nella Ciclofficina artigiana di Torino, grazie anche all’aiuto prezio di di Luca Galliano, meglio conosciuto come Luca Groucho».

La tabella di marcia è molto precisa, almeno fino a ora: «Dobbiamo arrivare in Toscana entro l’11 di agosto, dove abbiamo delle date prenotate. Poi ce la prenderemo comoda». Obiettivo, raggiungere il traguardo di Torino ai primi di settembre. Quasi come Garibaldi, Giunanìn prova a unire l’Italia, un ‘Italia così diversa da come ce la vogliono raccontare i telegiornali. L’Italia e gli italiani sempre disponibili a sognare un po’. Come Giuanìn, Luciano e Francesco, l’ukulele e l’armonica, l Graziella e il tandem.

La tourné di Giuanìn d’la Vigna, a cura dell’associazione Tiritera, sta seguendo questo itinerario: http://www.nonlasolita.it/tourne.html

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