di Gino Cervi

Oggi il Tour, come ha detto ieri Alessandra De Stefano, nota separatista corsa, arriva in Francia. Sbarca a Nizza. L’avesse fatto duecento e passa anni fa, avrebbe trovato ad aspettarlo Peppino Garibaldi, già bell’e pronto con il suo maillot rouge della classifica a punti; in sella a un celerifero, o a una draisina, si sarebbe intruppato al peloton chiedendo come mai fossero soltanto in 219: “E gli altri 781 dove sono?”. Poi si sarebbe infilato nel tascone posteriore una pissaladière unta e businta e avrebbe menato a tutta. Marsala, Calatafimi, piccolo incidente in Aspromonte, e volata a Teano. Ma forse questo è un altro Giro…

place garibaldi

Place Garibaldi a Nizza (da nicetourisme.com)

In effetti come dice saggiamente Elio, ormai unico maitre-à-penser nazionale, le cose sono molto più complesse di quanto sembrano. E Garibaldi “che è Giuseppe, per gli amici solo Peppe”, ma che soprattutto era uno come noi, fosse partito per il Tour del 1820 magari  avrebbe disunito la Francia, staccando l’Auvergne dal Poitou e mettendo zizzania tra la Piccardia e la Franche-Comté. Comunque, intanto che aspettiamo la crono nizzarda, ascoltiamoci “In Generale”.

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