Foto GreenEdge

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Di Lorenzo Franzetti

«Tutto cominciò una mattina d’estate del 1997. Ovvero quando mio padre mi propose di fare un giro in mountainbike. Per la prima volta nella mia vita». Una pedalata, come un’avventura, piccola, ma emozionante: alle porte di Johannesburg, in Sudafrica. Daryl Impey racconta così la scoperta della bicicletta: una scoperta che capita a tutti e nessuno dimentica. La sua scoperta, però, l’ha portato lontano in pochi anni. Voleva fare il calciatore, Daryl. E ora è il primo atleta africano a indossare la maglia gialla: lo ha fatto a Montepellier, al termine della sesta tappa del Tour de France numero 100. Una carriera nata in un luogo di frontiera del ciclismo. I sudafricani, primo fra tutti Robert Hunter, sono ancora un po’ pionieri. Daryl Impey s’innamorò della bici e i risultati lo portarono a girare il mondo: come quella volta in Malesia, nel 2004, alla sua prima vera gara professionistica. Primi buoni piazzamenti e fu notato e poi ingaggiato da una piccola squadra francese.

E qualche anno dopo, il salto di qualità in una squadra con un grande progetto: era il team Barloworld, sponsor sudafricano, sede inglese, gestione bergamasca, per mano di Claudio Corti e i suoi collaboratori. In quel gruppo di ragazzi, un bel giorno, arrivò anche un giovanissimo kenyano bianco, tale Chris Froome, oggi tra i favoriti per la vittoria finale del Tour.

Daryl Impey e il destino: oggi in giallo, cinque anni fa in un letto di ospedale. Il giovane sudafricano, nel 2008, rischiò molto seriamente la paralisi a causa di una terribile caduta al Giro di Turchia. Era l’ultima tappa e Impey era leader della classifica. Nella volata finale (nel video), fu letteralmente scaraventato contro le transenne dall’olandese Theo Bos, ex stella della velocità su pista, che fu protagonista di uno sprint “killer”. Impey si salvò la vita quasi per miracolo, ma per settimane i medici lo davano paralizzato quasi per certo. E, invece, il destino cambiò: e Daryl ebbe fortuna e tenacia. Si riprese e, anche se i medici escludevano che sarebbe tornato a correre, riuscì a fare pure quello. E non solo, approdò in una squadra Pro Tour, con Lance Armstrong.

Oggi, Impey è un gregario di qualità del team GreenEdge: progetto australiano, per un sudafricano che, a Montepellier, in una delle giornata più noiose del Tour, ha scritto la sua pagina di storia. It’s time for Africa anche nel ciclismo.

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