di Silvano Calzini

Ma siamo sicuri che Chris Froome sia veramente un keniano? No, dico, io i keniani me li ricordavo diversi. Gli uomini degli altipiani che dominano incontrastati da anni le gare di mezzofondo dell’atletica leggera. Neri come l’ebano, occhi scuri e capelli crespi, fieri e alteri come autentici guerrieri. Da dove salta fuori questo biondino slavato. Sarà mica uno di quella tribù “de negher del menga” cantati dal piccolo-grande Walter Valdi. Ve li ricordate:

In d’ona foresta del Centro Katanga
gh’era la tribù dei Vaccaputtanga.
L’era una tribù de negher del menga,
grand e ciula e balabiott.

Già me lo vedo il gran capo della tribù che guarda quel magrolino di Froome che si agita sulla bicicletta mentre scala i Pirenei manco fosse sui tornanti del Kilimangiaro e sbotta alla sua maniera. Che poi è la stessa maniera del suo amicone Walter Valdi:

“O Vaccaputtanga! O Vaccaputtanga!
Ma guarda che rassa de negher del menga!”
El gran capo Bantù Balalunga
el vusava semper inscì.

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