Foto BrakeThroughMedia

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di Guido P. Rubino

Umano. Ecco il Tour che ritorna umano. Con errori e furbizie di comportamenti che fanno i campioni e i gregari. In un giorno il Tour si mette alle spalle polemiche e sospetti. Chiacchiere di noia in tappe troppo scontate e di attesa per chissà cosa.

Immagini emblematiche che si rincorrono in televisione. Una furbizia di un attimo. Una foratura e un Tour, o almeno un podio, che scappa via. Valverde non se l’aspettava e qualcuno già dice che non si fa così. Ma in un ciclismo dove i piazzamenti contano soldoni pesanti è difficile far svettare la signorilità. Ma ci sarà tempo per rendere pan per focaccia.

Tour de France 2012Ancora una volta, poi, abbiamo visto un corridore che nel momento di difficoltà, anziché ascoltare l’istinto del campione, si piega ad ascoltare la radio. Era brutto Schleck quella volta, lo è stato altrettanto Froome oggi. C’era da chiudere un buco con uno scatto secco, che aveva tutto nelle gambe. Ha preferito chiedere che fare. Ecco la differenza tra un campione e un aspirante.

Contador oggi, forse, l’ha studiata a tavolino. O forse no. Ha sentito il vento, ha visto Froome troppo solo e ha chiamato i suoi compagni di squadra per l’imboscata. L’altro ha atteso troppo e troppo tardi ha capito che una tappa col vento è come una corsa in salita: guai a non stare sulle ruote dell’avversario.

Tour riaperto? Chissà. Certamente in qualche squadra si dovrà discutere di tecnologia e decisioni da prendere al volo. Quelle che non ti basta neppure l’immediatezza del “tempo reale” di una radio. Decisioni che devono far parte di un campione.

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