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La partenza da Viterbo avviene lungo un’affascinante via scavata nel tufo e soprattutto, almeno per una volta, non in salita! La Francigena in questo tratto attraversa una morbida campagna, che striscia accanto ai resti di un ponte romano e di una tomba etrusca. Anche se alcuni pezzi di percorso lungo sentieri accidentati mettono a dura prova la tenuta psicologica di Filippo, riusciamo ad arrivare al primo stop abbastanza presto: intorno alle 12.30 siamo a Vetralla.

Sulla carta ciò che ci aspetta di qui in avanti appare molto impegnativo. Da Vetralla a Sutri. Decidiamo quindi di optare per la Cassia per questo tracciato, anche se la scelta non si rivelerà delle più felici a causa del traffico, che qui è davvero insostenibile. Maurino rischia la vita almeno due volte: la prima quando due macchine si schiantano davanti ai suoi occhi a due metri dalla bici, la seconda quando un motociclista cade e per poco non gli finisce addosso. Inoltre, la ripartenza da Vetralla prevede una salita terribile di cui non eravamo a conoscenza (Il tratto toscano lo conosciamo bene, quello laziale evidentemente un po’ meno!): tutti questi fattori, sommati, hanno reso questa tappa la meno piacevole. Per fortuna ci ha pensato il mega piatto di Amatriciana che abbiamo ordinato per pranzo a spazzzare via ogni paura.

1013092_10200651239157652_1764717414_nArrivati a Sutri, ci concediamo un po’ di sano turismo, visitando il bellissimo anfiteatro e le necropoli etrusche e ripartiamo per l’ultimo tratto fino a Campagnano verso le 17.30. Dopo l’esperienza precedente decidiamo di abbandonare per sempre la Cassia e riprendere la Francigena, e questa volta la scelta è vincente perché il percorso è davvero molto bello e ben segnalato, e soprattutto prevede la sosta alle cascate di Monte Gelato dove ci concediamo l’ennesimo bagno.

L’ultima salita fino a Campagnano è la prova finale prima di giungere alla meritata cena, condita dalla festa dei tifosi della Lazio per la vittoria della coppa Italia, per la gioia di Filippo!

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