di Guido P. Rubino (foto GR)

Ci sono quella corse in bicicletta che ti rimettono in pace con il mondo. Prendi il Campionato Italiano di oggi. Ne abbiamo parlato. Ma andiamo anche un po’ più giù: categoria Giovanissimi. Quelli che quando corrono sono sei corse: dai G1 ai G6. Tutti sparpagliati i primi. Poi sempre più tattici ad inseguire i consigli urlati da genitori e direttori sportivi. Piccoli corridori che si inseguono e si voltano per studiarsi. Sempre più in scia man mano che la categoria sale e i giri sono sempre più veloci. Le curve col ginocchio di fuori che li fanno ancora più bassi e se non stai dentro il marciapiede ti sfiorano le gambe col casco.

I Giovanissimi sono la festa dello sport per eccellenza. Li vedi arrancare o sfrecciare e istintivamente pensi se lì in mezzo non ci sia una promessa. Tutti a tutta un attimo prima di tornare a giocare. Perché dai sette anni in su la gara è pure un gioco, ma ti passo davanti a costo di morire. Piccoli campioni, grandi caratteri e un po’ di incertezza da non alzare le braccia dal manubrio. Neppure se sei arrivato primo.

GPR_3173La gioia esplode dopo, e magari è interpretata ancora meglio dal presidente della società. Sig. Fabrizio Barsotti: presidente del Pedale Senese. Taglia il traguardo anche lui, inseguendo il suo corridore arrivato primo senza alzare le braccia. Lui gioisce che nemmeno Tardelli in quella finale spagnola. Gioisce e salta e festeggia. Con lui anche la Fondazione Eroica, sponsor della squadra che prende la coppa più grande.

Poi via a sistemare le bici, e magari finalmente un panino con la Nutella per far merenda. Che a undici anni, forse, è più gustoso di una coppa.

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