1957ValentinHuot57

Di Lorenzo Franzetti

vuoto_a_rendere3Una sete bestiale, da cartone animato, per un record leggendario che al Tour non è mai stato battuto: nemmeno dal dopatissimo Floyd Landis, nel 2006, quando in una tappa si fece fuori un’ammiraglia intera di borracce. Protagonista un contadino del Perigord, prestato al ciclismo: Valentin Huot detto il “disossato” era il più fortunato di dodici fratelli. Perché, invece di lavorare, poté dedicarsi al ciclismo per qualche anno e con risultati anche molto buoni: vinse infatti il campionato di Francia sia nel 1957, sia nel 1958.

Era soprannominato il “disossato” a causa della sua magrezza, ma considerando che era alto 172 centimetri e pesava 61 chili, oggi in confronto a certi scheletri che corrono in bici, figurerebbe nella categoria dei grassi. Valentin Huot non fece mai grandi cose al Tour de France, nonostante una dignitosa carriera con la Mercier. Tuttavia, quel giorno d’estate del 1961 si arrivava sull’uscio di casa, con tutta la famiglia che poteva vederlo. Bisognava fare bella figura, in quella frazione a cronometro di 74 chilometri, vinta da Jacques Anquetil: il “disossato” concluse con un dignitoso 38esimo posto, nonostante alcuni giorni difficili. Mancavano due giorni al termine del Tour, voleva concluderlo, nonostante fosse sfinito, completamente vuoto di energie.

Per quel giorno a Périgueux fece tutto “per bene”. Ma al rientro in albergo, all’hotel de l’Europe, in centro città, Valetin si presentò con una sensazione di sete che non aveva mai provato in quel modo. «In camera avevo le mie tre bottiglie d’acqua naturale, come al solito. Le bevvi in cinque minuti» rivelò lui stesso a un ex medico del Tour, Jean –Pierre de Mondenard. La sete del “disossato” non si placò affatto, anzi… In preda a una sensazione pazzesca, chiamò la reception dell’hotel e ordinò un’intera cassa d’acqua, che gli venne recapitata in camera: 12 bottiglie d’acqua, che cominciò a bere a più riprese. «Nel frattempo cominciai a sudare come se fossi uscito da una sauna», rivelò Valentin, alcuni anni più tardi. Sudava e beveva, sudava e beveva, senza fermarsi più.

Valentin Huot, professionista dal 1954 al 1962

Valentin Huot, professionista dal 1954 al 1962

Venti minuti dopo, il telefono della reception dell’hotel de l’Europe squillò di nuovo, con la richiesta di una seconda cassa d’acqua da portare alla camera di Valentin. Nel frattempo, il disossato era sempre più nel panico: se avesse avvisato il medico ufficiale dell’organizzazione (allora era autorizzato solo quello, in corsa), certamente non l’avrebbe fatto ripartire l’indomani. Ma Huot voleva assolutamente portarlo a termine quel Tour.

Poiché si vergognava, chiamò un compagno di squadra e lo convinse a ordinare lui un’altra cassa d’acqua: terza cassa d’Eviàn: il tutto in un’ora.  Trentasette litri degluttiti e sudati, tanto che le lenzuola del suo letto erano inzuppati e inutilizzabili. Una serata da incubo: la sete non cessava. Quarant’otto litri in meno di due ore.

Suonarono alla porta, era suo fratello Gilbert che era venuto a trovarlo, per abbracciarlo dopo quasi tre settimane lontano da casa: lo vide sul letto totalmente fradicio e ne fu turbato. Ma Valentin lo tranquillizzò dicendo che aveva appena fatto la doccia e che era uscito dal bagno senza asciugarsi. Una sera da incubo, quella del “disossato” che in poco più di due ore aveva già ordinato la quinta cassa d’acqua. Verità o leggenda? Valentin rivelò di aver bevuto circa 60 litri d’acqua in tre ore, forse meno. Quando ne parlò in pubblico, a tre medici, non fu creduto.

Huot vinse il titolo di campione di Franca nel 1957 e nel 1958

Huot vinse il titolo di campione di Franca nel 1957 e nel 1958

Riuscì a placare la sete, però. L’indomani si ripresentò al via della  penultima tappa e la concluse, anche se fu una sofferenza, arrivando staccatissimo, tra gli ultimi: gambe molli, ventre gonfio. Cotto. Ma Valetin Huot riuscì a portare a termine quel Tour.

La leggenda dell’assetato venne poi spiegata dal medico de Mondenard in un libro pubblicato di recente (Tour de France. Hostoire extraordinaire de geants de la route): al di là della veridicità sul numero di bottiglie bevute, quella sete aveva una spiegazione. Era un effetto collaterale di un eccessivo consumo di anfetamine. A quell’epoca, i controlli antidoping non esistevano e lo stesso Valentin Huot ammise di aver assunto anfetamine. Quante, per tutta quella sete? Quello rimane un mistero, ma il disossato rischiò grosso quel giorno.

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