Giro d'Italia 2013 Tappa 17

di Guido P. Rubino (foto GR)

Te lo presentano come stilista. E in effetti di stile ne ha, anche in quel suo modo di essere e di sorridere e di non farsi problemi. Quando dici stilista, immagini uno lontano dalla gente. Poi te lo ritrovi Sir Paul Smith dietro il palco, vicino alle transenne. Qualcuno vede Filippo Pozzato lì affianco e chiama il corridore. Vedono questo signore col capello bianco e l’occhiale e chiamano anche lui: “Scusi, scusi!….” Sir Paul si gira… “che mi chiama Pozzato?”

E che ne sanno di Paul Smith, vuoi mettere Pozzato con tatuaggio e maglia sgargiante?

Giro d'Italia 2013 Tappa 17Paul Smith non si fa problemi. Cerca qualche parola in italiano e chiama Pozzato. Il corridore, sollecitato da cotanto interlocutore lo ascolta e ormai non si può tirare indietro. E via a firmare attraverso una rete troppo piccola. E mentre uno firma, l’altro filma. Sir Paul tira fuori una cosa che sembra un giocattolo. Punta e parte un rumore meccanico: è proprio una telecamera, anzi no: una cinepresa, super 8, come quelle di una generazione fa. Ma moderna e perfettamente funzionante ovviamente. E lì a riprendere pubblico e fotografi incuriositi dalla situazione.

Paul Smith è uno stilista, nel senso che vive con stile e nel suo stile ha incluso la bicicletta. E non è uno improvvisato: sa fare anche il surplace, magari in giacca e camicia come sa disegnare lui.

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Paul Smith quest’anno lo abbiamo visto al Giro d’Italia: è lui che ha disegnato le maglie della Corsa Rosa e spesso è salito sul podio affianco al suo amico Mark Cavendish, stilista anche lui, ma della volata: al Giro le ha firmate tutte.

Paul disegna tutto quanto possa riguardare abbigliamento e accessori. Lo stile si impara a riconoscerlo, a volte un po’ kitsch, ma sempre con un’impronta. Dai capi di Rapha alle maglie casual.

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