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Partiti per la prima tappa: Siena-San Quirico d’Orcia

Il via è fissato alle ore 9:30, naturalmente dalla sede della Società di Contrada, a Siena. Naturalmente tra una opportuna colazione, le foto di rito, saluti e baci agli astanti, la partenza è posticipata: i tre moschettieri sono in sella alle 10.30.

1013932_10200636464668299_1853815335_nI primi 5 km scorrono con abbastanza facilità. In discesa nella bellissima campagna circostante la città, con scorci di campi e vigne e con l’immagine del Torre del Mangia e del Duomo che benevoli guardano i nostri eroi mentre si allontanano, sullo sfondo.

Da qui in avanti ci racconta le fatiche del trio il nostro Alessandro Pozzebon.

“I 10 km successivi, che ci avrebbero portato alla Fattoria medievale fortificata della Grancia di Cuna, verso Monteroni, iniziano a mettere alla prova il nostro NON essere ciclisti: la Francigena abbandona infatti le strade asfaltate e si inerpica per un sali-scendi di sentieri, non sempre di facile percorrenza (per noi ovviamente!).

Alla Grancia di Cuna, spettacolare granaio fortificato sorto sui resti di uno Spedale già presente nel XII secolo atto ad accogliere i pellegrini, facciamo la nostra prima sosta. Si vabbè la stanchezza, la fame e la sete…ma soprattutto perchè il sottoscritto è finito in una pozza di fango qualche chilometro prima e ha un piede completamente avvolto nella creta.

Ripartiamo da Cuna verso mezzogiorno, per un breve tratto di circa 15 km, che ci porta fino a Ponte d’Arbia. Tratto veloce, questo di Francigena, ma ricco di paesaggi magnifici, con mari di colline coronati dal profilo di Siena. Oltre alle gioie della vista però ci regala le gioie del fisico. Arrivano i primi crampi per il povero Maurino. Questo tratto, a differenza del comodo tracciato stradale pianeggiante fatto finora, segue un terribile percorso di crinale fatto tutto di discese (poche) e salite (tante!).998595_10200635121194713_472934717_n

L’arrivo a Ponte d’Arbia avviene, quasi magicamente, per l’ora del pranzo e allora che fai…non ti fermi a mangiare alla Locanda del Ponte? Filippo (il terzo impavido del gruppo n.d.s.) impone di mangiare carboidrati. Quindi piattone di pasta e vinello locale. Si riparte per la seconda e più impegnativa parte della giornata. Fino al borgo di Buonconvento scegliamo di percorrere la Cassia, poi da Buonconvento a Torrenieri ci aspetta uno dei paesaggi più belli del mondo (siamo di parte, ma va bene così!): la Francigena si stacca dalla Cassia e si srotola verso Montalcino, attraversando i paesaggi da sogno di vigne e colline che tutto il mondo ci invidia insieme al vino prodotto qui, il Brunello. Qui le vigne sono curatissime, ognuna ha la sua pianta di rosa all’inizio del filare. La rosa è più delicata della vite, quindi in caso di attacco di parassiti è la prima ad ammalarsi, permettendo al vignaiolo di intervenire sulla pianta prima che sia troppo tardi. Passiamo accanto alle Aziende Altesino e Caparzo, le vigne sono veri e propri giardini.
L’arrivo a Torrenieri è segnato dalla crisi psicologica di Filippo, che per un momento suggerisce di prendere l’autobus…ma riusciamo a farlo rinsavire. Ci aspetta “solo” l’ultimo tratto: 8 km di salita fino a San Quirico d’Orcia. Ci siamo concentrati sulla cena che ci aspettava ed è sembrata meno dura del previsto.

dannoEntriamo trionfali a San Quirico alle 19.30 tra gli applausi della folla festante e la banda di paese. Forse queste ultime causate dalle allucinazioni colletive, ma comunque andiamo dritti alla meta: doccia, per riprendere una parvenza umana e un minimo di decoro (e mi leva il grasso della catena dalle gambe…) e cena. Una bella bistecca di Cinta Senese ce la meritiamo tutta, perché come dice il personal trainer Filippo: a pranzo carboidrati, ma a cena per forza proteine! Ovviamente accompagnata da un’ottima bottiglia di Orcia DOC, perché noi ci teniamo alla filiera corta.

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