lazio

Ripartire il secondo giorno, per dei non-atleti come noi, è drammatico. La Francigena si allontana da San Quirico d’Orcia, inerpicandosi su per una collina irta e questo mette subito a dura prova la resistenza psicologica di Filippo (ancora!), che solo dopo una lunga opera di convincimento del “motivatore” Maurino, abbandona il suo proposito (ancora!) di prendere un bus e tornare a Siena.

bagno vignoniQuesta scelta è ripagata dallo spettacolo che ci attende alla fine della salita: l’arrivo al castello di Bagno Vignoni, minuscolo borgo di 30 anime contate, che sembra trasportato e inalterato dai tempi antichi, ci regala un panorama infinito dove lo sguardo si perde su tutta la Val d’Orcia. Siamo senza fiato (questo però non solo grazie al panorama…).

La discesa fino alla Piazza delle Sorgenti di Bagno Vignoni ci permette di riposare un po’ le gambe. Qui infatti, al centro del Borgo si trova una sorgente termale naturale. Uno spettacolo. Riprendiamo le nostre bici, ma appena superato il fiume Orcia, veniamo bloccati dal primo vero contrattempo del viaggio: la bicicletta di Filippo si rompe in maniera irreparabile! L’unica soluzione per poter proseguire è farsi portare una bici a noleggio, ma l’ora di tempo persa per tamponare questo problema ci fa preoccupare, vista la lunghezza (60km) della tappa odierna.
Decidiamo quindi di abbandonare per un po’ il percorso agreste della Francigena (che in effetti in questo tratto fa dei giri abbastanza insensati) e scegliamo di proseguire lungo la Via Cassia.
Dopo le foto di rito allo storico cartello del 43esimo parallelo a Gallina e un meritatissimo panino alla porchetta con “gotto” di vino, iniziamo il tratto più difficile della giornata: la salita di Radicofani. Anche il questo caso, la scelta (sensata…) è quella di proseguire lungo la Cassia, nonostante non ci faccia impazzire l’idea di dover percorrere la galleria di 1 km insieme a camion e auto.
Quando superiamo la cima Coppi di Radicofani e iniziamo la discesa, ci sembra quasi di essere arrivati. Davanti a noi il fiume Paglia e il caldo di questa giornata, il sudore e la fatica ci invitano a fare un bel bagno. Qui abbiamo un’altra sorpresa davvero piacevole: appena scesi di bici vediamo accostare una moto: Alessio, un nostro amico di Siena, ha deciso di farci una sorpresa ed è venuto a farci un saluto. Davvero un grande! Non possiamo non brindare insieme a lui: altro “gotto” di vino e una merenda al volo per poi farci “scortare” fino alla frontiera: al Ponte Rigo si entra infatti in terra straniera. Siamo nel Lazio! Adesso arrivare ad Acquapendente è solo questione di una decina di km, anche se l’ultima salita è veramente scandalosa! L’arrivo è alle ore 19:30: anche stasera doccia e si vola a rifocillarsi con aperitivi e lauta cena.

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