da Borraccedipoesia.it

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Di Lorenzo Franzetti

In salita passo lesto il vecchietto

e dal dosso si scopre la luna

lo vedo sbuffare dallo specchietto

aspetto e ci diciamo buona fortuna.

Una rastrelliera poetica, creata da Alessandro Ricci

Una rastrelliera poetica, creata da Alessandro Ricci

Pescara non sembra una città particolarmente poetica, ma in sella alla bicicletta cambia tutto: e le poesie, una volta sbocciate dai pensieri di Alessandro Ricci, finiscono in una borraccia. Per dissetare lo spirito. «Avevo due grandi passioni: la bicicletta e la poesia. Ho provato a collegarle ed è nata “Borracce di poesia”». Un’idea geniale e insolita, sorprendente, e che regala un senso di sollievo, come una boccata d’aria buona nella mediocrità quotidiana della vità di città e dei telegiornali. Un’idea che è stata apprezzata anche dalla giuria di Velo-city, tanto che il poeta e le sue borracce sono stati invitati a Vienna, in occasione del congresso sulla ciclabilità.

Chilometri e quartine, da sei anni, per scoprire che la bicicletta e la poesia hanno molti punti in comune. E Alessandro lo sapeva già: «Secondo me pedalare è un gesto poetico. Vivere le giornate in bicicletta è una forma di poesia. E, da un altro punto di vista: pedalare ti dà le stesse sensazioni della lettura di una poesia».

Sarebbe interessante indagare nei pensieri di un Nibali, in azione sulle Tre Cime di Lavaredo, per scoprire quale poesia avesse dentro: tuttavia, l’ispirazione e le rime di Alessandro Ricci hanno un’origine più urbana. In città, la scelta di pedalare è un gesto in controntendenza, un’opportunità per osservare il mondo da un punto di vista più autentico. «Le mie poesie nascono in un contesto di ciclismo urbano: perché io uso la bici più che come attrezza sportivo, come mezzo di trasporto per i miei spostamenti quotidiani. Ogni tanto, quando posso, riesco anche a farmi qualche viaggetto, con grande soddisfazione, ma la bici resta per me una compagna quotidiana, in città».

Alessandro Ricci

Alessandro Ricci

Un progetto nato per caso, da Ciclomundi 2008, organizzata da Ediciclo, a Portogruaro: «Partimmo io e la mia ragazza in treno, con bici e un sacco enorme di borracce. E fu una prima esperienza, nella quale io ebbi la possibilità di recitare le mie quartine in pubblico. Quartine che la gente poteva acquistare con le borracce. La poesia è come un messaggio nella bottiglia: e nel ciclismo, la bottiglia è la borraccia».

Poesia come un giro di pedale…

«Come la catena della bicicletta, le rime si legano e mettono in movimento i pensieri e la fantasia. La scelta di mettere poi le poesie nella borraccia, mi riporta a un ciclismo storico, quello dei racconti di mio nonno, quello di Coppi e Bartali. Mi riporta a ricordi d’infanzia, di quando mio padre mi portava a vedere il Matteotti, il trofeo Matteotti che qui a Pescara era un evento mitico, anche se ora è un po’ decaduto. Il mio ciclismo è questo, oltre a quello cittadino: i campioni di oggi non riescono ad appassionarmi più di tanto, ma quei ricordi sì».

13Alessandro Ricci ha composto oltre 200 quartine ciclistiche, molte delle quali le ha pubblicate anche sul suo blog (www.borraccedipoesia.it) . Le sue quartine sono oggi uno straordinario veicolo di promozione e sensibilizzazione: per una mobilità nuova, un’alternativa, una scelta coraggiosa, ma per la qualità della vita. Ovvero, la bici in città. Proprio per questo, a Vienna, lo aspettano a Velo-city: e, dal 2007, il progetto di Alessandro Ricci si è evoluto anche con l’arredo urbano: ha creato restrelliere poetiche e magliette, sempre con il nobile obiettivo di diffondere una buona abitudine, quella di pedalare e di leggere una poesia. Boccate d’ossigeno, insomma.

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