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Giornalisti italiani e stranieri intervenuti al press day di Northwave

Di Giovanni Piva

Lo si vede dal risultato, cioè il prodotto, Northwave è un bel mix, nel quale  riconosciamo come elementi fondamentali creatività giovane, sapienza che deriva da un’attività ventennale, elevata tecnologia moderna e abilità artigianale.

IMG_6879“E’ un piacere lavorare con questo gruppo di ragazzi – dice Gianni Piva, il “capofamiglia” dell’azienda di Cornuda – stare in mezzo a loro mi tiene sempre  dinamico, effervescente”. Come le bollicine dell’ottimo prosecco di  Valdobbiadene che oscilla nei bicchieri, alzati per il brindisi alla nuova gamma di prodotti Northwave per la primavera-estate 2014. La tavolata, sotto il fresco porticato di un agriturismo immerso nei vigneti, potrebbe benissimo essere quella di una grande famiglia patriarcale, con cui si festeggia la nuova semina. Ed è una semina con grandi aspettative, perché il trend aziendale è in  continua crescita e la proposta è quella di vestire il ciclista, che da queste parti è insieme una risorsa ed un presentissimo compagno di viaggio per molte attività legate alla bicicletta, da capo a piedi. Anche se sarebbe più giusto  affermarlo a termini invertiti, perché le scarpe sono il “core” di Northwave oltre che il prodotto che l’ha vista nascere, ai primi anni ’90.

Da subito, il marchio, dal respiro internazionale nel nome ma di matrice schiettamente italiana e veneta nella sostanza, si è abbinato a nomi importanti del ciclismo, atleti che hanno sposato la sfida di Northwave e, alternandosi in una continua staffetta della più somma qualità, l’hanno aiutata a crescere non solo con la loro immagine ma anche con i suggerimenti.

“Chi mi ricordo con maggior piacere? Di atleti ne abbiamo avuti tanti, ognuno di loro mi ha fatto capire che ad alto livello si arriva se si hanno dei “numeri” dentro, oltre a quello che sono capaci di esprimere le gambe o i polmoni. Potrei dire di Cadel Evans che mi ha molto colpito per la personalità, di Tom Boonen e di altri, ma non vorrei far torto a nessuno citando questo o quell’altro. Tutti li dobbiamo ringraziare per quello che hanno dato a Northwave, e a questo qui – indicando il simpatico Manuel Fumic che poco più in là sta rispondendo alle curiosità dei molti giornalisti presenti – posso chiedere solo di andare forte come sa fare e di regalarci altre soddisfazioni facendoci portare al massimo della prestazione le nostre scarpe”.

“Qui noi abbiamo questo pallino in testa, quello di lavorare senza risparmiarci e di sviluppare sempre di più le nostre idee, con razionalità. Ecco perché parlano del Nordest come un fenomeno. E poi quando vengono qui magari ci trovano a tavola con un bicchierino di prosecco, in compagnia dei nostri ragazzi. Ma dietro c’è tanto, c’è un impegno che non conosce soste. Un attimo di relax fa bene e serve a ricaricare le idee”.

La mia quasi-omonimia con lui è una coincidenza che mi ispira simpatia, ma è  interessante stare ad ascoltare Gianni Piva , che senza falsa modestia, magnifica le qualità di un “castello” ben costruito, quello della sua azienda.

Il “retro” di questa facciata di successi non lo nasconde, anzi. La tavolata dei suoi collaboratori è reduce da una settimana intensa, nel corso della quale lo staff di Northwave ha presentato in anteprima a rivenditori e giornalisti la collezione che sta per entrare in produzione. Una presentazione che è andata molto in profondità, partendo dalle visite allo stabilimento per seguire il percorso, tappa dopo tappa, che porta le calzature dai piedi degli atleti che le hanno testate alle scaffalature dei negozi. La matita del disegnatore, il computer che ottimizza le linee e scansiona le successive fasi della lavorazione, le cuciture a mano delle tomaie, i ritocchi a scalpello sulle suole per togliere qui ed aggiungere lì, le prove da stress dei materiali, l’incollaggio a vista con sapienza e precisione.

IMG_6837Sopra un bancone, una rastrelliera piena di sagome di scarpe. A guardarla con una punta di curiosità e con più attenzione si mostra in quello che è: una sorta di breviario della storia del ciclismo moderno. Ciascuna di quelle sagome ha un nome, sono i nomi dei campioni che hanno collaborato con Northwave svolgendo la loro attività di atleti e quelle sagome sono i loro piedi. Con quelle si sono forgiati i modelli di punta che via via negli anni si sono

susseguiti fino agli attuali. Ed eccoli, i nuovi modelli, svelati a beneficio

della ristretta cerchia di specialisti. L’arancio fluoro di Extreme Plus e il verde di Mtb Extreme Plus brillano a guidare la carrellata, che comprende quest’anno anche una scarpa pensata e dedicata direttamente al ciclocross. La leggerezza delle suole in carbonio, ventilate, le termosaldature che rendono i rinforzi un corpo unico con la tomaia, i nuovi rotori personalizzati che garantiscono precisione e rapidità nella chiusura sono tra le principali  caratteristiche su cui i tecnici di Northwave hanno puntato, su suggerimento dei loro “tester”.

Per ogni fascia di utenti un prodotto al top, studiato nei dettagli. E tutt’intorno una collezione di abbigliamento tecnico e accessori coordinati per il nuovo total-look firmato dal marchio di Cornuda. Prosit.

 

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