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Di Luciana Rota, dalla Val Badia

E’ la vigilia. A Corvara è tutto pronto. Non solo a Corvara. Anche a La Villa. Ad Alta Badia, a Pedraces, ad Arabba, a Colfosco, sul Pordoi, sul Sella, sul Giau, sul Falzarego, sul Gardena e anche sul Campolongo. La Maratona dles Dolomites edizione 2013, quella dedicata all’armonia, è accesa. Parte, ricomincia, muove. Ed è animata: da sfide, storie, appuntamenti sui passi. Brivido di maltempo che non doveva arrivare anche qui. Emozione da accarezzare in sogno. Obiettivo. Soddisfazione. Partecipazione.

Qualcuno vorrà vincere, ma per la massa poco conta. E speriamo comunque che quello che vincerà se lo sarà meritato senza troppe balle. E truffe.

maratona1Ma al di là della classifica, c’è un mondo qui, il mondo dei numeri da attaccare alla bici e alla maglia. Armonia compresa, quella invocata da Mikil Costa. Il genio di questa magia. E gestita da Claudio Canins, la mano grande, operosa. Tutti a fissare con qualche aspettativa di genere numero, nome e il cognome. Uno, uno solo di numero fra quei 9313 numeri di vario colore: verde rosso bianco. Dimmi di che griglia sei e ti dirò… I primi all’arrivo, per molti, saranno un dettaglio. Forse un taiwanese, un certo Chang Wei-Kei, che è arrivato sin qui per vincerla. Lui è un professionista! Poi ci saranno quelli di mezzo. Un fiume in piena. E gli ultimi, per tutti: anche qui ci sarà uno di loro. Quello che conta, infatti, è tutto il resto. E tu qui in questo posto meraviglioso: a due ruote e fra loro.

Quello che conta è esserci. Mettere il numero. Provare un Passo (manco fosse una danza). Battere l’amico d’infanzia o il collega di scrivania. Gettare il cuore oltre le Dolomiti, se i chilometri nella gambe sono “pochi pochi” mentre qui la strada sale “tanto tanto”. Dormire al fresco (un po’ troppo, sembra Natale!). Mangiare lo strudel. E lo speck con il cetriolo e il pane nero. Festeggiare in cinese, svedese e anche napoletano se nel gruppo c’è un’amica con origini contagiose di sinfonia napoletana, perché è il compleanno di un amico del tuo gruppo, la sera dell’antivigilia. Ma poi tutti a nanna che sono giornate lunghe e faticose. Il lavoro della città chiuso nell’armadio di legno. In altura anche lui. Tornerà buono il soggiorno ossigenante.

Fingere o sforzarsi di essere preciso ed educato come molti di loro, gli alto atesini, perché tanto, se non fai come si deve,  ti autoelimini da solo. Non ci mettono ne uno ne due, loro.

maratonaNiente favoritismi. Quelli insopportabili dell’amico dell’amico. Siamo mica italiani…. Qui vige la legge della correttezza e della puntualità. E quindi: a proposito di puntualità, mettere la sveglia all’alba perché alle 6,30 ci sarà la partenza a La Villa. La partenza della Festa.  Dell’impressionante serpentone silenzioso, pardon, frusciante: qualche rumore ci sarà e sarà quello del rollio di biciclette. Ah, la bicicletta…. Lei qui, sulle Dolomiti, si sente proprio a suo agio. Di questi Monti Pallidi è la regina. Le cedono il passo, attraversa dove vuole (qualche volta anche contromano e un po’ troppo in mezzo alla strada, ma solo perché chi la guida – un uomo manco a dirlo – non ci mette la testa!). Le riservano la strada senza motori, la lucidano sul porta bici e la mettono a puntino, manco dovesse fare una sfilata di moda. Dorme in camera in hotel o al bed & breakfast. A proposito, più di una volta la bici è stata vista proprio adagiata sul lettone. E che le mogli ufficiali non se ne abbiano a male.

Tradimento assicurato. A due ruote, tuttavia, pare non faccia danno. La regina a pedali è quella che domenica, tuti ebbri di questa festa per pochi eletti (novemila su 30 mila che provano e certo che c’è da festeggiare), prima ancora di partire ti avrà dato una bella soddisfazione. L’hai voluta portare sin qua? E lei ringrazia a modo suo. Ti offre il giro. Il giro dei Passi. Ti porta in Paradiso. Se guardi accanto vedi verde e pini e boschi e piccoli fiori gialli, fra chiazze di neve fresca qua e là. Se guardi in alto trovi ancora spruzzate di marzapane e zucchero a velo. Più su, dai guarda su, ci sono ghiacciai che vogliono riprender dignità, ma nella stagione sbagliata.

vigiliaOltre le cime più alte, vedi lì  il Sella Ronda che appaia e unisce. A cielo e cuore alto! Ecco, lì ti perderai nei sogni di una nuvola di cotone o di zucchero filato che viaggia nel cielo azzurro. Come solo qui ce n’è. Prima di lasciarti andare ad una discesa tornante dopo tornante. Facendo attenzione.

Ai lati non sentirai nemmeno ruminare le mucche abituate a questi mezzi così metallici, ops carbonici (alcune da perdere la testa per chi se ne intende) che fanno capolino qualche giorno all’anno. A fondo valle (neanche tanto in fondo), poi, tu proprio tu grazie alla bicicletta impazzirai di gioia. Accadrà al termine della tua fatica.

Che sia il Classico, il Medio o la Maratona: sarà lei e nessun altra a farti passare sotto lo striscione e l’arco. Della vittoria. Chip. Tempo. Ore. Datasport. (I minuti? Chissenefrega!). Le gambe molli o piene di crampi (se non avrai fatto fuori la borraccia di Sali Enervit!). Le ossa morte. La mente sgombra. E’ finita. Un infermo, forse. Poco male. Sarai vivo e in fondo alla fatica. Con la tua bicicletta. Oh sì che ne valeva la pena: di fare questa scorpacciata di emozioni. E di guai cercati, organizzati. Una fatica che non ce n’è un’altra.

E già penserai alla prossima. Mia Regina bicicletta fammi vivere e sognare di nuovo. Il traguardo è il tuo cuore. Che gira. Sulle Dolomiti. Lasciami gustare questo momento qui all’arrivo. Che domani tornerò alla vita di tutti i giorni. Lo pensa anche quell’autista di autobus di una linea milanese, arrivato sin qui da Magenta, grazie al regalo di un amico. Si è allenato nella piana. Nella bassa lombarda. E in poche ore ha preso il volo qui sulle Dolomiti. Lo abbiamo visto guidato da lei. E non il contrario. Proprio così, oggi, con lei, Marcello e la sua adorata bicicletta, ha scoperto la vita!

La Maratona di Davide Cassani

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