gallery 1

Di Luciana Rota, da Selva di Val Gardena

Se non ci provi a correrla sei già tagliato fuori. Allora ci vogliono: una mountainbike molto mountain, ruote grasse comprese. Brugole e attrezzature varie, se non hai un super attrezzato team agonistico di mtb. Forse dovrai anche intenderti di sospensioni per regolare bene il su e giù fra i sassi, fra le nervature del terreno, le rocce dolomitiche, i pezzi di ghiaccio e di neve…

gallery 3

Ci vuole ancora: per il su, più che altro, due gambe così perché per la “marathon per eccellenza” (quella che ti dirà se sei un marathon man) di 84 km devi macinarti 4.400 metri di dislivello, per la “marathon di riserva” di soli 64 km sono un po’ meno i metri di dislivello ma sempre un bel mucchietto: 3.200.

1ALE5806Ci vuole poi tanto cuore, ma tanto. E non quello sdolcinato da cucciolo di città spaesato e incantato davanti al promontorio del Pordoi… panorama che qui, a Selva di Val Gardena, toglie quasi il fiato. Imbiancato, fresco, tranquillo come una Pasqua il promontorio nasconde solo una parte della magia massacrante e voluta da molti ( 3013 per la precisione), bikers che vivranno lo spettacolo dei passi fra terra e fango. Un sabato 22 giugno che potrebbe essere un inferno, per la fatica e per tutto quello che può capitare: per diventare eroi, che significa arrivare alla fine.

Ci vuole la sveglia di buon ora (e prima un bel carico di energie low carbo dicono gli esperti della Enervit: a colazione bisognerà fare durare il pregara per diverse ore, freddo e disidratazione compresa).

Ci vuole una maglia con le maniche lunghe per la partenza alle 7 e 20 per le donne. Alle 7 e 50 per i men.  Nella piazza centrale di Selva Di Val Gardena, tutta rossonera neanche fosse un covo di milanisti…, hanno già predisposto un ring (le griglie) dove entreranno gli aspiranti eroi uno alla volta: ruote grasse pulite solo per pochi istanti e poi il via.

gallery 2

Ci vuole, dicevamo tanto cuore, anche se la parola giusta sarebbe con la stessa consonante iniziale ma anche il plurale finale. Una modifica che suona un po’: ci vogliono due maroni così! Certo che sì, perché il coraggio è una condicio sine qua non per arrivare vivi alla fine. Tutti belli infangati ma vivi. Concentrati e lucidi per la salita ma anche per la discesa: tecnica, di single track, di passaggi con bici a mano, di muscoli provati da freddo e caldo, fiato e ritmo da trovare ovunque. Nella testa soprattutto. Stoffa, insomma, ci vuole della stoffa.

1ALE5804Poi, potrai pure chiamarli tutti “eroi”. Con l’acca o anche senza. Perché arrivare in fondo non è una cosa facile. E’ tutto chiaro?

Ecco perché se non hai portato la mtb in camera, ritirato il pacco gara e indossato uno dei completini Hero (complimenti allo stilista, perché i vari Dolce e Gabbana non avrebbero fatto meglio!) qui, su per i sentieri del Sella Ronda Hero, in Südtirol, a provare i passaggi più difficili con il campionissimo eroe del 2012 Steffen Thum, con Leonardo Paez,  forte colombiano della Bianchi, con il nostro Mirko Celestino (vincitore nel 2011 e secondo nel 2012), con Massimo Debertolis ex iridato, con Stefan Sahm, numero uno del ranking UCI-MTB, con Ilias Periklis, un greco che è campione del mondo in carica! Con tutti gli altri 3013, non sei proprio nessuno.

Per questo non dico che ti senti un po’ “sfigato” ma quasi. Anche se a non provarci – se non sei proprio un esperto biker – hai tutte le ragioni del mondo: la Südtirol Sella Ronda, è un’esperienza da coraggiosi e Gherard Vanzi, chairmain OC Südtirol SRH l’ha capito subito. Ha intuito che questo evento poteva diventare unico e con umiltà ci ha lavorato su in compagnia di un bel gruppo (“400 piccoli eroi volontari come li chiama lui”, dove c’è anche un ex super campione come Peter Runggaldier, uomo fidato del percorso che è stato visto anche il giorno della vigilia della gara “spalare la neve per sgomberare un tratto di bellissimo single track al Passo Duron”. “E abbiamo orgogliosamente ripristinato l’intero tracciato originale, risolvendo in extremis i danni della frana importante di Dantercepies. Con l’aiuto del Comune di Selva… Perché la variazione prevedeva troppo asfalto e la Hero non può essere corsa sul catrame!”.

gallery 4

Tutto viaggi a gonfie vele. Qui sui passi che mettono paura in fuoristrada. Sempre con quell’imprinting della “ü” con la umlaut sulla u, ovvero lo stile di una terra che ci tiene a fare le cose per bene. Per sport. Per passione. Per turismo. Il Gherard ne ha raccolti 400 alla prima edizione. Sono diventati 1.000 alla seconda, 1.500 alla terza, 3.000 e passa a questa quarta edizione. E quest’anno, molti sono rimasti a secco di numero. “Non per fare i preziosi, ma perché non sappiamo ancora quanti bikers riusciamo a gestire su quel tracciato – ti dice il presidente della SRH – “qui è una questione di garantire i soccorsi, di fare in modo che tutti ma proprio tutti quelli che partono possano arrivare alla fine”.

Anche da questi particolari si capisce la differenza del Südtirol. La differenza di una terra che sta per mandare in scena uno spettacolo da fuori di testa ma di una bellezza mozzafiato. Che è solo alla quarta edizione ma ha messo le ali dalla prima. E che il prossimo anno sarà prova del Campionato del Mondo della specialità marathon. Una gara già mitica senza averne il titolo sulla carta e sugli annali. Ma sui brividi e le emozioni non si scherza. E c’era da fare i miracoli, quest’anno, per mantenere la caratteristica HERO intatta: il tracciato quasi totalmente in fuoristrada. Nel dettaglio gli 84 km con 4.300 metri di dislivello saranno: 36 di single trail, 37 di of road (44per cento), 11 soli di strada (13 per cento), mentre per il breve da 62km con 3300 mt di dislivello:  34 di single trail, 21 di off road, e 7 di strada. Partire è un po’ sopravvivere. E quanto meno ve lo racconteremo.

Guarda il percorso

http://www.dailymotion.com/video/x10mpkx_sellaronda-hero-2013-live-view-camera-1_sport?ralg=player.int.behavior-meta2#from=playrelon-1-newrelated

LA SUDTIROL SELLA RONDA HERO LIVE

Si potrà seguire sul sito ufficiale, in diretta live. Il live finish dalle 11 alle 13. La comunicazione della SRH2013, capitanata da Gernot Mussner, ha posizionato poi 4 camere che riprendono i passaggi salienti e nella piazza di Selva di Val Gardena il maxischermo diventerà rovente con le immagini live. Ecco i punti salienti con le quattro Telecamere live così posizionate: 1 PRALONGIÀ, 2.157 M, 62 KM E 84 KM, ORE 09.00 – 11.00;  2 SOURASASS, 2.351 M, 84 KM, ORE 10.30 – 12.00, 3 LUPO BIANCO, 1.830 M, 84 KM E 62 KM, ORE 10.30 – 13.00

UN PO’ DI NUMERI

50MILA EURO DI MONTEPREMI. Poi ci sono i Premi speciali 84 km 1. GPM › Passo Gardena › (2.121 m/km 10,0) 2. GPM › Passo Duron › (2.280 m/km 68,5) 62km 1. GPM › Passo Gardena › (2.121 m/km 10,0) 3. GPM › Passo Sella (2.100 m/km 53,0) Partenza/Arrivo ‹ › Selva di Val Gardena › 1563 metri

Si parte in quota e si arriva anche a Selva di Val Gardena  1.563 metri . Il punto più alto è Sourasass (Arabba) a quota 2.351 metri.  I bikers sono 3.013, le nazioni 33: le donne 119, gli uomini 2894, il più anziano è del 1942 ed è Cavalletti Filiberto (I/VT) corre i 62 km per la categoria Master M8 e veste il pettoale n. 2240

 

 

 

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.