di Gino Cervi

Ieri, al tedesco Marcel Kittel, prima maglia gialla del Tour 2013, saranno risuonate nelle orecchie le note dei Kraftwerk, pionieri della musica elettronica e autori, nel 1983, della hit Tour de France? Chissà. Certo che trent’anni fa, Ralf Hütter e a Florian Schneider, appassionati di bicicletta, venne in mente di campionare elettronicamente i suoni di una corsa ciclistica – il fruscio delle ruote sull’asflalto, i colpi secchi dei cambi, il respiro dei corridori… – e di comporre una canzone, con testo in francese. Questo:

L’enfer du Nord Paris-Roubaix.
La Côte d’Azur et Saint Tropez.
Les Alpes et les Pyrenées.
Dernière etape : Champs-Elysees.
Galibier et Tourmalet,
En danseuse jusqu’au sommet.
Pedaler en grand braquet,
Sprint final a l’arrivée,
crevaison sur les pavés,
le velo vite reparé,
le peloton est regroupé.
Camarades et amitié.

L’indomani della registrazione del singolo, Hütter è vittima di un grave incidente in bicicletta, che lo farà cadere in coma e lo terrà lontano dall’attività musicale per un certo periodo. Il progetto technopop ispirato alla Grande Boucle verrà portato a termine dal gruppo vent’anni dopo, nel 2003, quando verrà registrato Tour de France Soundtracks, l’undicesimo album della band tedesca. Sono dodici brani, che si aprono con un Prologo; una suite Tour de France, divisa in tre tappe; e a seguire altri sette brani, dal titolo chiaramente ispirato a una corsa ciclistica: Chrono, Vitamin, Aéro Dynamik, Titanium, Elektro Kardiogramm, La Forme, Régéneration. Chiude l’album la rimasterizzazione del singolo del 1983.

L’unico tedesco a vincere un Tour è stato Jan Ullrich, nel 1997. L’anno dopo Ullrich salì ancora sul podio, ma un gradino più sotto rispetto a Marco Pantani. I Kraftwerk, tedeschi di Düsseldorf, sono invece l’unica band ad aver dedicato un’opera durata decenni alla Grande Boucle.

 

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