Da trofeomelinda.it

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«Eh ma come fai a crederci?»

«Sì, ma nel ciclismo son tutti uguali, non ci credo più alle favole».

Sono i discorsi quotidiani, tra officine, bottege del ciclista, strade d’allenamento, granfondo, bar sport… E poi, il ciclismo ti frega sempre: non con le solite brutte faccende. Con l’emozione, con le storie che non puoi raccontare con la freddezza della cronaca. Come la giornata unica, memorabile, bella e persino tenera di Ivan Santaromita. Pardon, Ivan Santaromita campione d’Italia.

La favola del gregario, sì: io ve la racconto e mi emoziono. E ci credo. Perché Ivan Santaromita è il gregario che ha sempre faticato per i capitani, è il ragazzo che non ha ricevuto il crisma del fuoriclasse. Per vincere, Santaromita ci deve mettere l’anima. E ripeto: anima e cuore. Niente di più. E non ha nemmeno bisogno di bluffare, Ivan, perché il suo destino è sempre e comunque quello di lavorare per un supercampione. Per condividere le fatiche di una maglia gialla o di uno scalatore che, quando è il momento, gli chiederà di sfinirsi per lui per poi prendergli la scena quando le telecamere saranno in diretta.

Ivan Santaromita (disegno di Horst Brozy)

Ivan Santaromita (disegno di Horst Brozy)

Ivan Santaromita campione d’Italia! Sì,proprio così: la classe operaia va in paradiso. Nel campionato italiano più sfigato degli ultimi tempi: con soli settantacinque partenti. L’immagine di un momento difficile, davvero complicato, per il ciclismo italiano, nonostante la vittoria di Nibali al Giro. Mancano squadre, ci sono pochi corridori di valore, gli sponsor fuggono, le corse storiche scompaiono: e nel punto più basso della crisi, ecco uscire fuori l’uomo di fatica. Non un Roberto Baggio del pedale, ma un onesto volto stanco e sorridente. Sì, ribadisco: onesto. E sono pronto a giurarlo.

In una volata secca, ha battuto due volponi, due generosi come Scarponi e Rebellin: sì, loro rientrano nella categoria dei fuoriclasse. Forse. A dispetto del pedigree, e seppur inesauribili, i due non hanno avuto una carriera sempre limpida e pulita. E Ivan Santaromita? Io ci credo, invece: viva la classe operaia, quella che trova il giorno di gloria e restituisce giustizia ai faticatori che non vedi quasi mai a raccogliere applausi su un podio. Raccoglie un premio con una maglia tricolore e tante lacrime di gioia per conto di un’intera categoria: quella dei ha ingoiato mille amarezze e delusioni, frustrazioni e fregature. Quelli che “tanto non sei Lance Armstrong”… ecco: meglio così, allora.

Ivan Santoromita, campione d’Italia. Perché la ruota gira anche per quelli come lui. Il ragazzino che sudava sulla rampe del Brinzio, su e giù per le valli varesine. Ivan magrolino ma con lo sguardo sempre sveglio, che ha voluto la bici per inseguire i fratelli: uno che fu gregario di Bugno e l’altro che non conobbe mai, perché volò in cielo, proprio mentre pedalava in sella alla sua bicicletta.

Ivan Santaromita, campione d’Italia. Grazie al cielo.

Per scaricare i risultati del campionato italiano professionisti:

http://www.trofeomelinda.it/

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