di Gino Cervi

Il prossimo 14 giugno, a Vienna, nel corso di Velo-city, la conferenza internazionale sulla cultura urbana delle bicicletta, il ciclonauta svizzero Claude Marthaler, amato e conosciuto in Italia grazie ai suoi reportage di viaggio in bicicletta pubblicati da edicicloeditore (Il canto delle ruote, Lo zen e l’arte di andare in bicicletta, L’insostenibile leggerezza della bicicletta), presenterà Bike for bread.

Bike for Bread è un documentario di 26 minuti che racconta la stupefacente storia dei Bahia Alaheich, gli straordinari ciclisti portatori di pane del Cairo. Nel traffico infernale della megalopoli egiziana, passano come stelle filanti, risalgono contromano interminabili code di automobili, scivolano leggeri tra le file dei tavolini di un caffè all’aperto per scomparire dentro un bazar. Sulla loro testa, in miracoloso equilibrio, tengono centinaia di pane Baladi, che arrivano a pesare anche 50 kg. Con una mano tengono il vassoio con il pane a strati, con l’altra il manubrio della bici. Ogni giorno, sfrecciando lievi e silenziosi nella bolgia del Cairo, consegnano migliaia di pani, dai forni alle rivendite dei negozi.

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Piatti come il Cairo e rotondi come le ruote di una bicicletta, i pani trovano nei Bahia Alaheich il loro ideale mezzo trasporto urbano, che assicura la giusta velocità – su un motorino volerebbero via – di consegna che li mantiene fragranti. Ma il futuro di queste figure familiari al Cairo è incerto come quello della Sfinge. Se gli urban messenger del mondo occidentale ricco trasportano documenti che nutrono lo spirito, i portatori di pane del Cairo trasportano cibo per il corpo.

Marthaler li ha incontrati per la prima volta nel 2006, nel corso di un suo viaggio in giro per il mondo. Lo scorso anno ha deciso di realizzare, insieme al regista Raphaël Jochaud, e al produttore Roman Droux, un documentario sulla vita di questi incredibili funamboli. Bike for bread, realizzato grazie a un’operazione di crowdfounding sulla rete, è il primo di una serie di progetti che prevede di raccontare come la bicicletta viene vissuta e utilizzata nelle diverse latitudini del mondo: dai Chukudu della Repubblica democratica del Congo ai Dabbawalahs di Mumbaï, dai Tricicleros della Bolivia ai Bike Messengers de New-York.

 

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