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«Grazie al corso ho imparato ad andare in bici, ora posso andarci insieme ai miei figli», il velo copre i capelli, ma non il sorriso di donna orgogliosa.

lanaL’aria frizzantina delle montagne del Tirolo aiuta, ma a valle l’avverti raramente d’estate: il caldo è mitigato dal verde dei meleti di Lana e le geometrie delle vigne. In alto, pini e larici a contornare pascoli: ma te li devi conquistare. Lana, l’Italia bilingue e ordinata: è il paese delle quaranta chiese, testimonianza di un cattolicesimo forte nei secoli. Passato e presente, in Alto Adige: e, nel presente, anche giovani donne di Rabat o signore di Tirana, arrivate da un mondo difficile, con la voglia di ricominciare. Anche in bici.

Il comune di Lana è un puntino sulla cartina d’Italia, su in alto, col naso che guarda verso l’Austria: un puntino come tanti puntini, che un bel giorno sono diventate la speranza di molti immigrati. Integrazione e sviluppo: qualcuno ha pensato di legare queste forme di progresso anche all’imparare ad andare in bicicletta. Un corso per imparare non solo a pedalare, ma anche per capire come funziona un mezzo a pedali: il progetto è stato realizzato nell’ambito del progetto Interregionale Mobilità senza barriere dall’Ökoinstitut Südtirol/Alto Adige insieme al Comune di Lana, la Rete Migrazione e la Polizia Municipale di Lana. Oltre alle esercitazioni con la bicicletta, alcune lezioni si sono tenute in una ciclofficina, dove veniva mostrato come effettuare piccole riparazioni autonomamente
«Andare in bici significa in generale avere più opportunità. La bicicletta diventa un mezzo d’integrazione e aumenta l’indipendenza delle donne partecipanti»: lo ha detto, molto convinta, la vice-sindaco Helene Huber Mittersteiner, che ha lanciato il corso insieme a Ingeborg Ladurne.

s¾dtirol, lanaAnche la responsabile del progetto, la dottoressa Ariane Messner dell’Ökoinstitut si ritiene molto soddisfatta dell’impegno del gruppo e della collaborazione con il comune: «Trovo sia  stato bello vedere i passi in avanti che hanno fatto le partecipanti in poco tempo e come l’andare in bicicletta arricchisca la loro mobilità individuale».

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