poggio capanne

La terza tappa è contraddistinta dai continui crolli psicologici di Filippo, che hanno richiesto una costante opera di motivazione per evitare il suo forfait: forse ci sta solo prendendo gusto!

Partiamo da Acquapendente verso le 10.00 e subito facciamo il primo terribile errore: per seguire i maledetti cartelli della Francigena prendiamo un sentierino orribile che ci costringe a spingere la bici per una salita improponibile quando avremmo potuto fare la comodissima strada asfaltata. All’uscita del paese troviamo inoltre un’altra incredibile sorpresa: un camion di sassi ribaltato in mezzo di strada: sembra davvero che qualcuno non voglia farci proseguire!

Ovviamente non ci facciamo intimorire e imbocchiamo il percorso storico che in 22km ci porterà fino a Bolsena. Qui la strada è abbastanza facile e dopo San Lorenzo, si aprono magnifiche vedute del lago, con – ai lati – veri e propri tappeti di fiori multicolore.
Giusto per aggiungere una nota di folklore: a metà percorso ci fermiamo per chiedere un po’ d’acqua a una signora e lei, saputo che stiamo andando a Roma, ci chiede di salutarle Francesco e fare una preghiera anche per lei. Ovviamente il sottoscritto risponde: “con piacere signora”…
Arriviamo a Bolsena verso le 2, precisi precisi per una piattata di tagliatelle al pesce di lago con vinello bianco fresco, che ci sta sempre bene.
Ci riposiamo una mezz’oretta sul lungolago e riprendiamo per quello che si dimostrerà essere il tratto forse più impegnativo di tutto il viaggio: la salita a Montefiascone. Nonostante la scelta di percorrere la Cassia, perché qui la Francigena fa dei giri davvero improbabili, i 12km consecutivi di salita ci mettono davvero a durissima prova.
L’ultimo tratto, da Montefiascone a Viterbo, a questo punto è quasi una passeggiata. Qui il tracciato storico ci regala due ultime sorprese: la prima è scoprire che per un lungo tratto si percorre il tracciato della via Cassia romana, (sapere di andare in bicicletta su un selciato posato 2000 anni fa dagli schiavi dell’impero romano è veramente emozionante!).
La seconda è la fermata al Bagnaccio, terme naturali libere, a qualche km da Viterbo, dove ci possiamo concedere un rilassante bagno nelle acque bollenti che ci rimette al mondo.
Arriviamo in città abbastanza tardi, verso le 8 e mezzo, ma nonostante questo non rinunciamo al l’ennesima magnifica cena immersi nella movida viterbese!

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