08tappa_8Le Marche rappresentano una regione, dove il valore per il vino acquista un sapore particolarmente genuino, immersi come siamo in un’isola verde, ancora troppo poco conosciuta, nel cuore d’Italia. Una delle regioni più genuine e inesplorate, rappresentata alla perfezione dai suoi vini, anch’essi sinonimo di genuinità. Vini che a tratti diventano quasi tasselli che vanno a formare il puzzle della storia dei vini d’Italia. Da qualche anno infatti, e ad opera di alcuni coraggiosi viticoltori locali, che a dispetto delle mode e delle tendenze hanno speso soldi e fatica per recuperare alcuni vitigni che ormai erano relegati solo a pochissime vigne nella regione. Questi vitigni, dal nome curioso e che possono far sorridere chi non ne conosce la qualità, sono stati riscoperti e sono balzati subito agli onori delle cronache. Sto parlando del Pecorino e della Passerina.

Per quanto riguarda il primo vino, che prende il nome dall’omonima varietà di uva, i più potrebbero pensare che si chiama così perché i profumi ricordano quelli del formaggio, ma non è così. O almeno non solo. La spiegazione più plausibile sull’origine del nome sarebbe che i grappoli di questa varietà, piccoli, dolci e croccanti, sarebbero stati particolarmente graditi alle pecore che durante le transumanze si spostavano lungo l’Italia centrale. Questo vitigno pare si coltivasse infatti già dal 1800 in molte regioni dell’Italia centrale, specialmente Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio. Per questo veniva chiamato dai contadini marchigiani “il vino de lu pecuri”.

09tappa_8Per quanto riguarda le origini del nome Passerina, la storia è abbastanza simile al suo compagno Pecorino. Il nome sembrerebbe infatti derivare dal fatto che, a causa delle dimensioni ridotte degli acini, i passeri ne andassero ghiotti.

Sono queste e molto altro ancora le Marche del vino. Una regione fatta di monti e colline che degradano verso il mare, le spiagge e le città d’arte, ma soprattutto un grande terroir, matrice sicura per grandi vini. Con quattordici Doc e due Docg diffuse su tutto il territorio le Marche confermano quindi l’alto livello raggiunto dalla vitivinicoltura regionale, capace di rendere la vigna e il vino i più genuini rappresentanti della cultura e delle tipicità di chi con passione li coltiva e dà loro vita.

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